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Covid: stato d’emergenza verso la proroga fino a dicembre, Cdm su parametri zona gialla

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Covid: stato d’emergenza verso la proroga fino a dicembre, Cdm su parametri zona gialla. Stato d’emergenza Covid fino a dicembre. L’ipotesi della proroga (che potrebbe arrivare anche fino alla fine di quest’anno) emerge da fonti governative, a preconsiglio in corso, in vista del Consiglio dei ministri sul nuovo decreto Covid che potrebbe tenersi giovedì. Si considereranno, nella decisione, sia la situazione epidemiologica, sia appuntamenti già programmati come le prossime elezioni amministrative. Lo stato d’emergenza scade il 31 luglio e la proroga sarà disposta dal nuovo decreto.

Il decreto con i nuovi parametri di rischio per le Regioni e con la disciplina del Green pass dovrebbe arrivare quindi  sul tavolo del Consiglio dei ministri nella giornata di giovedì. Tra i temi oggetto delle misure non dovrebbero per ora esserci né la scuola, né gli eventi sportivi. Non sarà dunque il prossimo Cdm valutare l’eventuale obbligo di vaccinazione per i docenti né le altre disposizioni per la ripresa dell’attività scolastica.

Lo stato di emergenza viene deliberato dal consiglio dei ministri su proposta del premier d’intesa con i governatori e i presidenti delle Province autonome interessate. Viene disposto al verificarsi di eventi eccezionali, come terremoti alluvioni o come avvenuto in occasione del Covid-19. Tra le prime deliberazioni del CdM c’è quella di individuare le risorse finanziarie per l’avvio degli interventi più urgenti. La durata dello stato di emergenza nazionale, come previsto dall’articolo 24 del decreto legislativo 1/2008, non può superare i 12 mesi ed è prorogabile per non più di ulteriori 12 mesi. Alla scadenza, subentrano le amministrazioni e gli enti “ordinariamente competenti”.

Con lo stato di emergenza vengono autorizzate anche le ordinanze di protezione civile in modo da poter agire con urgenza e con poteri straordinari per tutelare i cittadini. Si possono inoltre attuare interventi speciali con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge, rispettando i principi generali dell’ordinamento giuridico. Con la dichiarazione dello stato di emergenza, che attualmente scade il prossimo 31 luglio ed è prorogabile al massimo fino a gennaio 2022, vengono snellite le procedure di approvazione di leggi e decreti. Vengono anche disposte le misure sanitarie, come l’obbligo delle mascherine all’aperto o il distanziamento sociale, e incentivato il ricorso allo smart working per le aziende. Il governo, inoltre, può ricorrere agli ormai celebri Dpcm, decreti che non passano attraverso l’approvazione parlamentare. Nel caso non venisse prorogato lo stato di emergenza, terminerebbero le loro funzioni anche gli organismi creati per far fronte alla pandemia, ossia il commissario straordinario e il Comitato Tecnico Scientifico. Quest’ultimo è stato istituito il 5 febbraio 2020 con ordinanza del ministero della Salute e poi modificato, nella sua composizione, il 17 marzo 2021.

Le richieste delle Regioni sono: ridurre il numero delle zone, da 4 a 3, riguardo all’assegnazione dei profili di rischio, flessibilità nella valutazione dei parametri nelle piccole Regioni, fissare a 150 tamponi ogni centomila abitanti il numero minimo di test da effettuare ogni giorno, considerare il numero dei vaccinati nelle Regioni, sono intanto le proposte emerse dagli interventi dei vari governatori alla Conferenza delle Regioni che si è aggiornata a domani. È stato anche auspicato di non scendere al di sotto della soglia del 15% e 20% di occupazione massima dei posti letto – rispettivamente in terapia intensiva e nei reparti ordinari – per restare in zona bianca.

Tra le altre proposte quella di utilizzare il green pass come un salvacondotto per scongiurare chiusure al di fuori della zona bianca. I governatori chiedono di introdurre l’obbligo di accesso con il green pass a discoteche e grandi eventi solo al fine di permettere, almeno nella fase attuale, la riapertura di queste attività ancora chiuse. L’uso del pass per ristoranti e locali al chiuso riguarderebbe le aree al di fuori della zona bianca: una misura che, soprattutto in autunno, servirebbe per evitare nuove chiusure.

Fonte Il Mattino

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