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Covid-19, l’immunologo Sergio Abrignani: “I vaccinati si ammalano e contagiano 100 volte meno”

"Vaccinarsi è Rock, Pop, è tutto. Non farlo è morte"

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Sergio Abrignani, docente di Immunologia all’Università Statale di Milano e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), durante una puntata di ‘Agorà’ su Rai3 ha affermato, come riporta l’Adnkronos: «Il rischio per una persona che ha fatto il ciclo completo di vaccinazione anti-Covid di infettarsi è bassissima, fino a 100 volte inferiore rispetto a chi non è vaccinato. Sappiamo da alcuni studi fatti in Gran Bretagna e Israele che un vaccinato può infettarsi ma molto molto meno e si ammala in forma molto più lieve. E anche per quanto riguarda il rischio di contagiare altri teoricamente sì, ma vediamo che avviene molto molto raramente. Ma se comparato con un non vaccinato è sempre 100 volte meno. E’ tutto lì il gioco del vaccino, riuscire ad abbassare i rischi a un livello accettabile».

Ed Abrignani ha poi aggiunto, citando un brano di Vasco Rossi a sua scelta come richiesta dal conduttore: «Vaccinarsi è Rock, Pop, è tutto. Non farlo è morte.  Da gennaio ad aprile abbiamo avuto una media di 15.000 morti al mese, per un totale di oltre 130.000 in 15 mesi. Non so cosa deve succedere di più per convincerci di quanto sia importante vaccinarsi. Per fortuna abbiamo avuto in tempi rapidi questi vaccini sicuri ed efficaci, che mitigano enormemente il rischio. In tutti i mei anni di esperienza non avevo mai avuto a che fare con una malattia così letale che ha sconvolto il nostro mondo, pensavo che ci sarebbero state urla di giubilo e assalti da parte dei cittadini ai centri vaccinali fino all’ultimo italiano. Quando sento persone, anche intelligentissime, che fanno discorsi capziosi, e davanti all’alternativa di non vaccinarsi e penso al numero di morti che abbiamo avuto, preferisco stare zitto».

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