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Costiera amalfitana, cattiva depurazione e fiumi inquinati, a denunciarlo è Goletta Verde di Legambiente

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Costiera amalfitana, cattiva depurazione e fiumi inquinati, a denunciarlo è Goletta Verde di Legambiente.

Lungo le coste campane c’è ancora una cattiva depurazione e lungo i versanti dei fiumi – come il Reginna Minor in Costiera amalfitana – nel corso degli anni, nulla sembra cambiato.
E come appare dai dati, in questo settore c’è sempre emergenza. A denunciarlo è Goletta Verde di Legambiente che ogni anno, da oltre 30 anni, compie un lungo viaggio lungo le coste italiane. E monitora quello che vede: abusivismo, cementificazione, mala depurazione, abbandono di rifiuti.

Anche quest’anno sta analizzando la qualità dell’acqua prelevati dai volontari.
Il quadro raccolto finora inquadra la situazione di 16 foci di fiumi e 13 punti a mare. Di questi 17 sono risultati “fortemente inquinati o inquinati”. Le criticità riguardano soprattutto le foci dei fiumi: sono infatti 10 a risultare fortemente inquinate. Solo 12 punti campionati rientrano nei parametri di legge.
I punti critici, soprattutto nelle foci dei fiumi, sono spesso gli stessi, e questo indica che poco è stato fatto per migliorare la depurazione.
La presenza di batteri di origine fecale (enterococchi intestinali ed escherichia coli) è un marker specifico di inquinamento dovuto da scarsa o assente depurazione.

“Ancora una volta ci troviamo di fronte ad una situazione preoccupante, anche se non ci coglie di sorpresa – ha dichiarato Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania – A dimostrazione dei ritardi cronici sulla depurazione della regione Campania, va sottolineato come ben 11 dei 17 punti risultati oltre i limiti di legge sono sempre risultati inquinati o fortemente inquinati al passaggio di Goletta Verde, in alcuni casi addirittura dal 2012. Quasi un comune su 10 in Campania è privo del servizio pubblico di depurazione, stiamo parlando di oltre 450mila persone in 44 comuni secondo dati dell’ISTAT. Ricordiamo anche che il 77% degli agglomerati urbani presenti in Campania ricadono in procedura di infrazione per la depurazione, si tratta di 117 agglomerati non conformi, con impianti che servono oltre 4,9 milioni di abitanti equivalenti. Questa situazione non è più accettabile, le amministrazioni devono intervenire per tutelare la salute della cittadinanza”.

In provincia di Salerno i punti fortemente inquinati sono la foce Reginna Minor sul lungomare a Minori, la foce del fiume Piacentino tra Salerno e Pontecagnano Faiano, la foce del Tusciano tra Pontecagnano Faiano e Battipaglia, il canale di scarico a Marina di Eboli e il Solofrone tra Capaccio e Agropoli.

La foce del torrente Asa a Pontecagnano Faiano, la foce del Rio presso via Posidonia a Capaccio e la spiaggia di fronte al Rio Arena tra Castellabate e Montecorice, sono risultati inquinati. Entro i limiti di legge la spiaggia di fronte al Rio Caca Fave a Villammare a Vibonati, il mare di fronte alla foce del Rio presso la spiaggia a Caprioli a Centola, la foce del fiume Testene ad Agropoli, la foce Capo di Fiume a Torre di Paestum Licinella a Capaccio, la spiaggia presso via Mantegna e la foce del fiume Irno sul lungomare Clemente Tafuri a Salerno.

Assenza di informazione

Solo in 3 dei 17 punti risultati oltre i limiti di legge Goletta verde ha trovato il cartello con un divieto di balneazione mentre solo in 3 dei 29 punti monitorati era presente il cartello informativo sulla qualità delle acque, obbligatorio per legge da diversi anni.

E così continua la disattenzione e disinformazione nei confronti dei cittadini da parte delle istituzioni anche perché 9 dei punti risultati oltre i limiti di legge non vengono campionati dalle autorità competenti, risultando quindi dei tratti di costa abbandonati, e 7 dei punti sempre oltre i limiti risultano addirittura balneabili, nonostante spesso ci si imbatta in corsi d’acqua inquinati che attraversano spiagge potenzialmente fruibili dai bagnanti ignari del pericolo.

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