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Coronavirus, ieri in Campania nessuna vittima: non accadeva da 251 giorni

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Coronavirus, ieri in Campania nessuna vittima: non accadeva da 251 giorni. Ce ne parla Ettore Mautone in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Covid, la Campania registra ieri, per la prima volta da mesi, zero decessi nell’arco delle precedenti 48 ore. I 9 morti indicati nel bollettino della Protezione civile sono infatti avvenuti nei mesi scorsi, alcuni addirittura nel 2020, ma annotati dopo i riconteggi e i controlli che i dipartimenti di prevenzione delle Asl effettuano ogni giorno sulle cause di morte ai fini statistici. Un dato confortante, che segna un progressivo e netto calo della febbre epidemica. «Per tornare a zero morti da Covid in Campania sottolinea Nicola Fusco, ordinario di Matematica dell’Università Federico II escludendo alcuni giorni dell’ultima decade di giugno in cui il dato è stato successivamente corretto dalla Protezione civile, bisogna tornare all’autunno di un anno fa, precisamente al 25 ottobre 2020 dopo che ovviamente per tutta l’estate di quell’anno, a partire proprio da giugno, più volte si era scesi a zero decessi e si pensava di avere archiviato la pandemia. In quella domenica di ottobre invece si era già dentro la terza ondata che avrebbe poi causato lunghi mesi di contagi, infezioni, ricoveri e tantissimi decessi. Basti citare un solo dato: la Campania aveva totalizzato, fino a quel momento, soltanto 571 morti dall’inizio della pandemia mentre oggi sono 7.504, quasi 7 mila in più».

251 GIORNI Sono passati 251 giorni da quel punto di partenza: era il periodo in cui già si pensava di attuare un nuovo lockdown per Napoli, si contavano 2.590 nuovi positivi al Coronavirus con un trend in ascesa esponenziale che di lì a poche settimane avrebbe portato alla lunga drammatica scia di terapie intensive occupate, di decessi e di pazienti in coda davanti ai principali pronto soccorso per un ricovero al Cotugno o al Cardarelli con le bombole di ossigeno in macchina e il personale allo stremo per dare assistenza.

LA PRUDENZA Oggi, grazie ai vaccini, potrebbe essere invece un punto di arrivo da consolidare e confermare proseguendo nella campagna vaccinale in corso. Il dato va letto con molta prudenza in quanto si vedono anche alcuni segni in chiaroscuro, come ad esempio il fatto che ieri la Campania è stata l’unica regione in Italia a far registrare nuovi ingressi di pazienti in terapia intensiva (2 in più rispetto allo zero di tutte le altre regioni). Oppure aver interrotto il calo costante e netto dell’incidenza di nuovi casi che nel periodo 11-17 giugno erano 18,4, passati a 11,9 dal 18 al 24 giugno e cresciuti, sia pure di un’inezia, nell’ultima settimana, con il dato fotografato giovedì scorso a quota 12,2. Una piccola spia che fa il paio con i pochissimi guariti di ieri, un Rt (indice di infettività non più considerato centrale nel monitoraggio nazionale della cabina di regia ma che comunque supera 1 e segna appunto la piccola risalita dei contagi probabilmente sotto l’influenza delle varianti a maggiore infettività). Anche la percentuale di positività ai tamponi giornalieri si mantiene su valori molto più alti (2.19%) rispetto a quelli della media in Italia. Ieri poi si è tornati a superare i 100 casi in un giorno (139 solo uno in meno della Lombardia), registrando al contempo pochissimi guariti e anzi 3 attualmente positivi in più e ieri, dal primo maggio scorso, il numero dei nuovi malati supera quello dei guariti. Tutti valori che si innestano su numeri generali diventati bassi e che dunque potrebbero presto fare posto a una nuova discesa, insomma frutto di fluttuazioni statistiche. Ma l’impressione, considerando tutti i fattori e le variabili in gioco, è che il Covid-19 sia una malattia stagionale e dunque attualmente tenuta a bada sia dal caldo e dal sole sia, ovviamente, dalle vaccinazioni. Su questo fronte siamo a circa 68.000 vaccinazioni nelle ultime 24 ore. Al momento il 59,6% dei campani hanno ricevuto almeno una dose e il 31,6% è stato completamente vaccinato contro rispettivamente il 57,6% e il 33,1 della popolazione italiana. La vasta platea di persone da vaccinare e che deve completare il ciclo delle due inoculazioni e la circolazione sempre più massiccia di varianti a forte contagiosità deve insomma spingere alla prudenza nonostante il calo generalizzato dei contagi e la generale bassa pressione sulle strutture ospedaliere. Solo continuando a stringere in un angolo il Coronavirus, impedendogli di circolare, vaccinandoci tutti conclude Rodolfo Punzi, direttore del dipartimento di infettivologia del Cotugno potremo affrontare il prossimo autunno e l’inverno successivo con una maggiore serenità e fiducia e soprattutto senza nuove restrizioni.

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