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Cava de’ Tirreni: Sos ospedale, fratture “vietate” di notte

Cava de’ Tirreni: Sos ospedale, fratture “vietate” di notte. Ce ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Gli effetti della carenza di personale medico e paramedico cominciano a farsi sentire all’ospedale “Santa Maria Incoronata dell’Olmo”. Nei giorni scorsi, infatti, è stato disposto il ridimensionamento dell’operatività del reparto di Orto-Traumatologia al solo turno diurno proprio per sopperire alla mancanza di medici e operatori sanitari. L’emergenza era già stata più volte paventata dagli esponenti politici, dalle sigle sindacali e dai comitati cittadini che monitorano la situazione dell’ospedale. Eppure, di fronte alla necessità di garantire i periodi di ferie a beneficio dei pochi operatori disponibili, si è optato per la chiusura del reparto negli orari che sarebbero stati impossibili da coprire. Così, almeno per il resto dell’estate, il reparto sarà operativo esclusivamente dalle 8 del mattino e fino alle 20. Un provvedimento che non è passato inosservato proprio ai membri dei “Comitati Uniti per la difesa dell’ospedale e il diritto alla salute”, che nei giorni scorsi avevano effettuato un sopralluogo al presidio cavese a margine dell’avvio dell’annunciata petizione per la riapertura del reparto di Ginecologia.

«Abbiamo riscontrato – racconta Paolo Civetta , presidente del Comitato – che ci sono problemi non solo al reparto di Orto-Traumatologia per carenza di personale, ma mancano medici anche al Pronto Soccorso e al servizio 118. Eppure, quando in altri plessi dell’Azienda Ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” c’è urgenza di personale, attingono sempre da Cava. Il contrario non si verifica mai». Ragion per cui si è dato impulso ulteriore a quella che è la manifestazione di dissenso che ha preso piede in città. Se, infatti, un paio di settimane fa era stata annunciata una petizione per la riapertura della Ginecologia, sono ora anche altri i motivi che hanno spinto i cittadini a mobilitarsi ulteriormente. Nelle ultime ore, infatti, è partita ufficialmente la raccolta firme e si sta procedendo alla distribuzione nei negozi e nei punti di maggiore aggregazione del territorio, tutta la modulistica necessaria per promuovere la sottoscrizione.

«I moduli saranno distribuiti su tutto il territorio dai nostri referenti – ha spiegato Civetta – e saranno disponibili anche in esercizi commerciali o scaricabili dal web. Saranno contraddistinti da un logo chiaro: una donna che abbraccia il suo bambino al centro di un cuore e i cinque colori della sanità. Siamo coscienti che più di questo non si può fare ma è importante che il nostro messaggio arrivi alle istituzioni preposte e non resti una manifestazione di piazza che non pota a nulla. Questa è l’occasione che diamo a tutti i cittadini di fare sentire la propria voce agli organi competenti».

Intanto qualcosa comincia a muoversi sul fronte ristrutturazione e rimodulazione della struttura ospedaliera cavese. Se la questione personale, come spiegava il sindaco Vincenzo Servalli qualche giorno fa, necessita di essere affrontata in maniera più puntuale, sembra ormai imminente il via libera ai lavori. Il primo cittadino ha fatto sapere che si è finalmente trovata una sede temporanea per l’ambulatorio di Diabetologia dell’Asl e che è stato avviato il trasloco presso l’area di via Gramsci (inizialmente dovevano essere i locali del Mercato Coperto, poi gli alloggi del custode all’ex Pretura). Una volta liberati definitivamente, quindi, gli spazi occupati e adiacenti al Pronto Soccorso, sarà possibile avviare finalmente i tanto attesi lavori di ristrutturazione dell’ospedale finanziati per un totale di circa 4 milioni di euro.

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