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Cava de’ Tirreni: partono le petizioni online per la riapertura della Ginecologia e per i medici del 118

Cava de’ Tirreni: partono le petizioni online per la riapertura della Ginecologia e per i medici del 118. Ce ne parla Simona Chiariello in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino. 

Una petizione popolare da inviare al Comune e al Governo per riaprire il reparto di ginecologia, o in alternativa, un ambulatorio h24 e potenziare il servizio del 118 nelle ultime settimane, fortemente penalizzato per la carenza di medici ed infermieri. È questa l’ultima iniziativa del Comitato Civico Antonio Civetta, Costa D’Amalfi e Dragonea che dopo la battaglia per la riapertura della divisione di rianimazione, chiusa nel dicembre scorso per l’emergenza Covid, continua la sua lotta per la salvaguardia della salute pubblica, sia per quanto riguarda il presidio ospedaliero, ma anche la medicina territoriale. Chiare le parole del presidente Antonio Civetta: «Il reparto di ginecologia ed ostetricia del Santa Maria dell’Olmo è stato chiuso nonostante fosse un fiore all’occhiello del nostro ospedale. Noi chiediamo che venga riaperto o quanto meno venga attivato un ambulatorio di ginecologia h24 per evitare che le donne cavesi e della costiera debbano rivolgersi al privato, quando questo é possibile, o peggio quando non ci sono le possibilità economiche si è costretti a rinunciare ad un controllo e alla cosiddetta prevenzione». Altro capitolo della petizione è quello che riguarda il servizio del 118. Nelle settimane scorse gli stessi operatori hanno lamentato forti carenze e disagi negli interventi per le carenze di organico che ormai stanno diventando croniche. La mancanza di medici ed infermieri costringono i sanitari a fare turni su turni. E non solo.

IL TEMPO In alcuni casi in città l’ambulanza è provvista di solo autista soccorritore ed infermiere. Questo vuol dire che se si verifica un codice rosso è necessario attivare la postazione di un comune vicino con conseguenti ritardi sui tempi dell’intervento. «Anche un minuto in più può costare la vita di un paziente. Chiediamo che venga al più presto potenziato il servizio con uomini e mezzi. Non si può giocare con la vita delle persone».

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