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Cava de’ Tirreni: medici dimezzati, il 118 in panne

Cava de’ Tirreni: medici dimezzati, il 118 in panne. Ce ne parla Simona Chiariello in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Pensionamenti senza assunzioni. Da settembre i medici del 118 saranno dimezzati e da sei diventeranno tre. Il ridimensionamento porterà a gravi ripercussioni perché in alcuni turni in ambulanza ci sarà solo l’autista soccorritore e l’infermiere e mancherà quindi il medico. Questo vuol dire che in caso di emergenza da codice rosso dovrà essere attivata una postazione di un comune vicino, con conseguenze importanti sui tempi di interventi. Prima che questo accada gli stessi sanitari chiedono di potenziare l’organico ed eliminare queste carenze. «È una situazione gravissima – dicono – come è possibile pensare di mantenere in vita un servizio con il ridimensionamento del personale medico? Si rischia di provocare danni gravissimi». Per i codici rossi dovrà arrivare in città l’equipaggio di Nocera, Pagani, Scafati o Vietri, ma in questo modo i tempi di intervento si allungheranno. E non solo, perchè anche per le altre chiamate resta necessaria la presenza di un medico a bordo». Intanto nuove pressioni e richieste arrivano dal Comitato civico Antonio Civetta Cava, Dragonea, Costa D’Amalfi. Dopo la protesta per il ritorno al Santa Maria Dell’Olmo della divisione di rianimazione, chiusa per l’emergenza Covid e riaperta nei giorni scorsi, i rappresentanti dei cittadini hanno formulato agli amministratori comunali nuove proposte. Tra queste hanno chiesto di poter visionare il progetto per il nuovo pronto soccorso per il quale l’azienda di San Leonardo ha programmato un investimento. «Se non ci convocheranno per affrontare questo tema siamo pronti a fare richiesta formale di visione degli atti che sono pubblici» hanno spiegato Paolo Civetta e Alfredo Senatore. Ma le proposte non si fermano alla visione degli atti, relativi al pronto soccorso. Sempre il Comitato ha chiesto la riapertura della ginecologia o almeno il potenziamento dell’ambulatorio.

IL RILANCIO «Quando fu chiusa la ginecologia ed ostetricia, dissero che ci sarebbe stato un ambulatorio per le donne, in modo da evitare il ricorso al privato. Questo non è accaduto. Noi vigileremo affinché questo venga realizzato». L’amministrazione comunale, nella persona dell’assessore alla sanità Armando Lamberti, ha più volte ribadito l’impegno costante per il rilancio del presidio cavese. Un potenziamento assicurato dalla stessa dirigenza del Ruggi. Con un comunicato congiunto hanno assicurato non solo la riapertura della rianimazione, cosa peraltro avvenuta, ma anche lo stanziamento di 4 milioni di euro per la ristrutturazione dell’ospedale e l’aggiornamento delle apparecchiature. E non basta. I dirigenti del Ruggi hanno chiesto al sindaco di presentare un progetto per il Santa Maria dell’Olmo in vista del nuovo atto aziendale. Una sorta di bozza, che dovrebbe essere oggetto di discussione ed approvazione.

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