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Cava de’ Tirreni, l’attacco del comitato Dragonea: “La Provinciale diventa una giungla”

Cava de’ Tirreni, l’attacco del comitato Dragonea: “La Provinciale diventa una giungla”. Ce ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

Invasa dall’erba e dai rovi la Sp75, la vegetazione è talmente incolta da compromettere seriamente la visibilità in strada, gli arbusti cingono il ciglio e il fogliame arriva fino alla carreggiata. Si riaccendono, così, i riflettori sullo stato in cui versa la provinciale tra Cava e Vietri nonostante sia stata oggetto, proprio di recente, di importanti lavori di manutenzione e messa in sicurezza a seguito di un fenomeno franoso verificatosi a settembre scorso e che aveva reso necessaria l’interdizione del tratto a veicoli e pedoni. Ora, però, il problema è di tutt’altra natura: nonostante la strada sia stata riaperta, infatti, il pericolo per chi la percorre resta considerato che la vegetazione è cresciuta in maniera tale da ostruire completamente la visibilità. A lamentare i disagi riscontrati sono stati gli stessi componenti del Comitato Civico Dragonea che fino a pochi mesi fa si battevano per sollecitare i lavori di competenza provinciale per la messa in sicurezza della strada dopo il fenomeno franoso. «Sono passate due settimane dall’ultima denuncia sporta per il problema visibilità a causa della vegetazione incolta nei pressi del ponticello del santuario

Avvocatella sulla SP75 – spiegano dal Comitato – L’assessore alla manutenzione Nunzio Senatore ci aveva garantito un intervento eppure, ad oggi, non si è visto nulla. Nel frattempo però continua lo scempio della zona con sversamenti continui di rifiuti di qualsiasi genere proprio nel tratto di competenza cavese. Di quei luoghi incontaminati, un tempo meta per i cittadini che amano fare passeggiate godendo dello spettacolo delle Grotte del Bonea, oggi resta solo un ricordo. La mancanza di illuminazione, della videosorveglianza e l’assenza totale di controlli hanno reso la strada una discarica a cielo aperto».

Da qui alla richiesta, più volte ribadita e sottolineata, di porre non solo maggiore attenzione allo stato in cui versa la strada, ma soprattutto di predisporre controlli più frequenti e serrati tali da scongiurare qualsiasi tipo di ulteriore scempio della zona. «Il problema di fondo è sempre quello – continuano dal Comitato – l’assenza di controlli del territorio dagli enti e dalle forze dell’ordine competenti. Questa è una via di collegamento fondamentale e chiediamo dignità e rispetto per questi luoghi. Chi ha il compito di vigilare lo faccia e chi fa promesse da marinaio, prendendosi gioco della sicurezza e dell’incolumità dei cittadini, se ne assuma la responsabilità una volta per tutte. Siamo stanchi di essere presi in giro, eppure chiediamo interventi di ordinaria manutenzione che qualsiasi ente civile dovrebbe garantire ai cittadini che pagano le tasse. Contro questi scempi ci batteremo sempre».

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