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Castellammare di Stabia, gli operai Fincantieri tornano in piazza: «Pronti alla lotta»

Castellammare di Stabia, gli operai Fincantieri tornano in piazza: «Pronti alla lotta». Ce ne parla Tiziano Valle in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis.

«Non basta fare turismo, a Castellammare serve reddito da lavoro industriale». Francesca Re David, segretaria nazionale della Fiom Cgil, lancia un messaggio chiaro dal palco della cassa armonica in villa comunale. Al suo fianco ci sono gli operai della Fincantieri che hanno sfilato in corteo dallo stabilimento di piazzale Amendola fino al lungomare per rivendicare investimenti per lo stabilimento stabiese. C’è il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, e buona parte dei consiglieri comunali.

Il corteo si muove con gli slogan scanditi dagli operai per richiamare l’attenzione della città affinché si unisca alla battaglia contro il ridimensionamento dello stabilimento stabiese. «Siamo pronti alla lotta», avvertono gli operai che pretendono chiarezza sul destino dell’area portuale di Castellammare. Sul tavolo c’è un piano che prevede la realizzazione di una stazione crocieristica e l’ampliamento degli spazi produttivi per Fincantieri. Ma se per il primo intervento i fondi sono già disponibili, per il secondo manca ancora un accordo chiaro tra Regione, Autorità Portuale e azienda.

«In questi anni è mancata una politica industriale all’altezza del cantiere navale più antico d’Europa, che vanta competenze e lavoratori che esportano le loro capacità in tutta Italia – sostiene Francesca Re David – Questo indebolimento ha ridotto lo stabilimento di Castellammare a fare tronconi di navi, facendo perdere ricchezza alla città». La segretaria della Fiom Cgil rivendica però la lotta degli operai che hanno bloccato per due volte il varo del troncone della Marina militare francese andato in scena ieri, ma già in programma nelle settimane scorse. «Questa protesta ha consentito di aprire la discussione sugli impegni che Regione e azienda hanno assunto due anni fa e non sono stati ancora messi in atto – dice Re David – Lo diciamo senza mezzi termini: a Castellammare c’è bisogno di realizzare un moderno bacino di costruzione, di girare il cantiere. Vogliamo una politica industriale che sia capace di rendere più forte questa fabbrica».

La segretaria della Fiom Cgil lancia anche un messaggio alla politica: «Castellammare non può rinascere senza il lavoro che dura tutto l’anno, l’attività stagionale come il turismo non basta. Pretendiamo risposte da Regione, Autorità Portuale e Fincantieri», sostiene lanciando anche un appello all’unità sindacale «veniamo da 15 giorni importanti di proteste in tutta Italia, dove siamo riusciti a unificare la lotta dei lavoratori. Solo uniti di vince».

«È importante gestire bene i fondi che arriveranno», è il monito di Biagio Trapani, segretario generale della Fim Cisl Campania. «Castellammare rappresenta la storia dei cantieri italiano – continua – Sono passati più di due anni da quando l’azienda ha annunciato forti investimenti su questo stabilimento. Ma di quanto promesso nulla è arrivato». Trapani si rivolge anche alla politica: «Sembra che le istituzione siano orientate a dare uno sviluppo semplicemente turistico a quest’area e questo noi non lo possiamo accettare – continua- Questo cantiere vanta competenze e professionalità che possono rappresentare un viatico per la ripresa economica di questo territorio».

L’ultimo appello del segretario generale della Fim Cisl lo rivolge proprio a Fincantieri: «Deve uscire dall’ambiguità e mantenere gli impegni che ha assunto, altrimenti rischia di dare ragione a chi ha immaginato uno sviluppo diverso di quest’area portuale».

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