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Capri: continuano le indagini dopo la tragedia, nuovi esami sulla salma

Capri: continuano le indagini dopo la tragedia, nuovi esami sulla salma.

Si svolgeranno sul posto dell’incidente gli accertamenti peritali della Procura di Napoli sul minibus precipitato lo scorso 22 luglio su uno stabilimento balneare di Marina Grande, a Capri, nel quale ha perso la vita l’autista trentaduenne Emanuele Melillo e nel quale sono rimaste ferite anche 23 persone. Un bilancio grave che sarebbe potuto essere anche più tragico se non ci fosse stato il G20 dell’Ambiente a Napoli: la massiccia presenza di mezzi di soccorso e la loro immediata disponibilità, infatti, ha consentito alla Questura di Napoli di gestire con la massima efficacia gli interventi, via mare, via terra e anche via elicottero.

Appare quindi confermato che la rimozione del mezzo sia impossibile e quindi, per questo motivo, gli inquirenti sono orientati a procedere direttamente sul posto.

Solo dopo avere accertato lo stato di manutenzione del mezzo, la sua tenuta ed eventuali avarie, il minibus verrà smembrato e rimosso. Intanto verranno completati venerdì prossimo gli esami sulla salma del giovane autista napoletano rimasto ucciso nel grave incidente stradale: oggi, negli uffici della Procura di Napoli, è stato conferito l’incarico all’anatomopatologo Giulio Benincasa, che eseguirà gli accertamenti sui campioni prelevati dal muscolo cardiaco e dall’encefalo durante l’autopsia di sabato scorso.

Accertamenti che si terranno nella Clinica Giovanna Cacciapuoti, ha presentato istanza affinché i campioni di tessuto acquisti vengano conservati. Secondo i primi risultato emersi dall’esame autoptico, com’è noto, Emanuele non sarebbe stato colto da malore e se anche gli ultimi esami avvaloreranno questa ipotesi agli inquirenti non resta altro che cercare le cause della tragedia sulla tenuta del mezzo ma anche delle barriere poste ai lati della carreggiata, apparse, nel video, particolarmente cedevoli.

Anche l’eventualità che l’incidente possa essere stato causato da una distrazione, determinata, per esempio, dall’uso del cellulare, sembra essere stata accantonata.

Il sostituto procuratore di Napoli Giuseppe Tittaferrante ha già ascoltato alcuni testimoni e altri saranno ascoltati anche nei prossimi giorni.

Fonte Metropolis

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