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Campania risalgono i contagi, da Il Mattino Furore in Costiera amalfitana è il secondo con indice più a rischio poi Cilento

Campania risalgono i contagi, da Il Mattino Furore in Costiera amalfitana è il secondo con indice più a rischio poi Cilento. Sono incidenze calcolate da Il Mattino di Napoli sulla base dei dati ASL , i casi di Covid , anche con Variante Delta, sono partiti dal napoletano, probabilmente a causa delle vacanze dei giovani, verso la Costa d’ Amalfi il centro con maggiore contagi è stata Agerola, che confina con Furore , e qui si sono sviluppati altri contagi, è un piccolo comune e quindi anche 4 contagi da coronavirus Covid-19 hanno fatto salire l’incidenza . Per quanto riguarda la Penisola sorrentina solo a Vico Equense c’è preoccupazione con oltre dieci casi, sulle coste sia d’ Amalfi che di Sorrento il covid è zero o vicino allo zero con uno, due massimo tre casi.  Ma lo stesso anche per il Cilento , il Covid sta arrivando dalle zone interne semmai, forse per condizioni ambientali , questo non lo sappiamo .

incidenza Covid

Ma in Campania, dove ieri si sono registrati 226 nuovi positivi al Covid-19, ci sono già due comuni con i valori da zona rossa, altri due da zona arancione e 23 da zona gialla: il risultato di feste, campi estivi, assembramenti in luoghi chiusi senza mascherine e senza distanziamento. Le norme prevedono che le zone rosse possano essere istituite a livello comunale con ordinanza del sindaco o del presidente della Regione, per gli altri colori l’estensione è regionale: la Campania nonostante l’impennata degli ultimi giorni è intorno a 19 casi per centomila abitanti, un valore ancora lontano da 50 soglia sopra la quale scatta la zona gialla.

Anzitutto il confronto con il 2020: il 9 luglio del 2020 in Campania si registrarono cinque casi, quest’anno lo stesso giorno 226. Com’è possibile – ci si chiederà – un valore così alto quando nel 2020 non c’erano ancora i vaccini?

Lo scorso anno tutta l’Italia usciva dal vero lockdown, con la stragrande maggioranza delle attività bloccate, la mobilità fermata: queste misure nel Mezzogiorno permisero di contenere l’epidemia. In sostanza – chiudendo tutto il 9 marzo 2020 – si bloccò l’epidemia al Nord – dove era già largamente diffusa – e nel Mezzogiorno i casi furono molto pochi. A maggio 2020, quando, ricominciò la circolazione delle persone, la Campania aveva una media di 20 nuovi casi al giorno. Quest’anno dopo le due ondate di novembre e marzo la Campania il primo maggio aveva 1.950 nuovi casi, un bacino enorme da riassorbire che tuttavia a giugno era arrivato a una media di 100 nuovi casi al giorno. Con alcune caratteristiche, che ora stanno contribuendo alla ripresa della circolazione del virus: la concentrazione di nuovi casi in aree popolari dove sono pochi i vaccinati e le misure di prevenzione sono blandamente seguite, i piccoli comuni (dove si pensa che il virus non arriverà mai) e tutte quelle occasioni comunitarie, a volte al chiuso, di festa o di condivisione. Inoltre le varianti del virus in circolazione ora sono molto più aggressive e pescano meglio tra i non vaccinati che sono nelle fasce di età più giovani, più mobili e più portate alla vita sociale.

Così nelle ultime ore sono le feste ad accendere nuovi focolai: a Oliveto Citra (Salerno) dopo i festeggiamenti per una prima comunione, circa 15 giorni fa, ci contano nove positivi tra cui alcuni bambini non vaccinati e altri con una sola dose di vaccino. Solo una persona è stata ricoverata in ospedale e ha avuto bisogno dell’ossigenoterapia. A Licola (Napoli) lunedì scorso una festa per i 18 anni ha portato ad alcuni casi: il locale dove c’è stata la festa aveva registrato tutti i 35 partecipanti e oggi, trascorsi i cinque giorni di attesa per l’incubazione, l’Asl Napoli Nord ha convocato tutti per i tamponi a caccia del virus.

A Calvizzano (Napoli) che ha un’incidenza di 157 casi per 100mila abitanti (si ricordi che questo è un indice che serve a capire la diffusione e che quindi deve avere un parametro omogeneo, cioè i 100mila abitanti ideali; Calvizzano di abitanti ne ha circa 12mila) resta ancora inspiegabile l’evento che ha scatenato la diffusione dell’epidemia che le autorità sanitarie seguono con preoccupazione. Ci sono alcuni indizi che portano anche qui a una festa: molti positivi appartengono allo stesso nucleo familiare e vivono in strade vicine. Individuare l’evento è decisivo per il tracciamento cioè raggiungere e testare tutte le persone che hanno partecipato che altrimenti, se positive asintomatiche, vanno in giro tranquillamente a spargere il virus. Poi c’è il caso dei ragazzi di Avellino coinvolti nel focolaio di Manfredonia: sono otto contagiati su 24 in totale che erano nel campeggio pugliese. I vaccinati con una dose o con J&J erano 13 su 24, di questi risultano contagiati tre con sintomi lievi.
Ci sono poi i due focolai del Cilento entrambi partiti da attività di servizi alla persona entrambi in lento riassorbimento: quello di Omignano ieri ha registrato altri cinque casi (Omignano, Salento, Castelnuovo Cilento, Casal Velino), il focolaio di Piaggine quasi spento anche interessato il coro del paese e ha avuto nei giorni scorsi un morto: una suora.

In questo quadro resta in primo piano il caso Caserta per il focolaio del campo estivo dei salesiani: ieri sono stati individuati altri quattro positivi su 201 tamponi eseguiti che attestano il capoluogo di Terra di Lavoro a 54 casi ogni centomila abitanti, cioè da zona gialla. Gli altri capoluoghi hanno valori molto bassi: Napoli è a 24, Avellino è a 18, Benevento è a otto e Salerno a 4,5. E infine, Angri e Battipaglia (Salerno) che hanno un bene augurante zero casi per centomila abitanti.

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