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Asilo a Lettere, la sedia del castigo: sospetti su una sola maestra

Asilo a Lettere, la sedia del castigo: sospetti su una sola maestra. Ce ne parla Elena Pontoriero in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis. 

«I racconti dei bambini erano incentrati sulle presunte violenze subite da parte di una sola maestra, quindi per la posizione dell’altra docente è stata chiesta l’archiviazione». E’ quanto fanno sapere gli avvocati difensori di M.S. una delle due insegnanti di un asilo di Lettere dove, dopo la denuncia delle mamme, si era aperta un’indagine per salvare i piccoli, dai 4 ai 5 anni, costretti a sedersi sulla sedia “camomilla”, che di poco inquietante ha soltanto il nome. Una sediolina di legno, presenti in tutte le scuole per l’infanzia, che si trasformava agli occhi dei piccoli alunni, in particolare per due bimbi, nel peggiore degli incubi, perché su quella sedia ci finiva chi faceva il cattivo e veniva anche legato con lo scotch. E se non fosse già grave tutto questo, la maestra A. C., attualmente in pensione e che ha scelto di patteggiare la pena, aumentava la dose, dicendo al bimbo messo in castigo che sarebbe stato portato via dai carabinieri e messo in prigione, così da non vedere più i genitori e i fratelli.

Ad incastrare l’unica docente, oggi in attesa della sentenza dei giudici, sono stati proprio i bambini che in quell’asilo avevano subito cambiamenti importanti, o meglio avevano portato a casa paure piuttosto che una crescita nell’apprendimento. Segnali di disagio che due mamme hanno letto negli occhi dei propri figli, fino a scoprire che all’interno dell’aula dei piccoli, tra giocattoli e disegni, si nascondeva la sedia “camomilla”, riservata soprattutto ai più vivaci della classe.

Ancor più grave è che per gli amichetti delle due vittime, sembrava essere tutto nella norma: «Li fanno sedere perché sono cattivi. Loro fanno i cattivi e devono stare sulla “sedia camomilla” fino a quando non fanno i bravi». E sulla sedia della vergogna i bambini non erano soltanto costretti a stare seduti, ma addirittura erano bloccati con del nastro adesivo intorno alle mani, con il viso rivolto verso una parete.

«La sedia camomilla è per il bimbo che fa il cattivo e la maestra lo mette in punizione. Lo mette con lo scotch. Gli lega le mani, ma solo ai bambini cattivi, a me no perché sono buono», aveva raccontato un piccolo testimone in un audio condiviso nella chat dei genitori. Un racconto choc, fatto con la leggerezza di chi ingenuamente crede che quelle punizioni siano “normali” e che siano dirette solo a quei compagni di classe che sono “veramente” cattivi, messi da parte dai coetanei per non diventare come loro.

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