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All’Istituto di Cultura Tasso doppio appuntamento con Lucio Villari

Nell’ambito del ciclo di conferenze, organizzate dall’Istituto Tasso, presieduto da Luciano Russo, doppio appuntamento con il prof Lucio Villari. Martedi 13 luglio 2021 , Torquato Tasso Osservatore critico del suo tempo e mercoledi 14 luglio 2021, Nobilta rivoluzionaria riformatrice del 1799, entrambe presso la sala Pegaso dell’Hotel Conca Park, alle ore 18.30 e trasmesse in diretta sui social da Positanonews. Partner sostenitori di queste iniziative , oltre l’Amminisrazione Comunale di Sorrento, anche e soprattutto Antonio Cafiero , Mario Capozzi e l’Hotel Conca Park, mecenati di cultura.

Giampiero Gianpiero in un suo post. Domani, martedì 13 luglio, sarà dunque un grande storico, Lucio Villari, a parlare di Torquato Tasso. E guarderà al nostro sommo poeta proprio in quanto “osservatore critico del suo tempo.” Al giorno d’oggi (ma lo sarebbe stato, del resto, anche ieri, 40 o 50 anni fa) è molto importante, secondo me, non considerare il Tasso solo dal punto di vista dell’estetica o della critica letteraria anestetizzando lui poeta e noi suoi lettori tramite la famosa formula di “poeta della controriforma.” Pochi poeti hanno avuto a che fare, sia all’esterno che intimamente, col cuore profondo della religione e della politica del suo tempo. Che torto gli è stato fatto da chi lo ha considerato un testimone tutto “soggettivo e solo parzialmente consapevole del suo tempo”! Vedere nell’Ariosto e nel Tasso solamente due intellettuali ‘cortigiani’, due servi del potere costituito (i principi e la chiesa del ‘500) non significa solamente far torto a due giganti del nostro mirabile passato, ma allo spirito più autentico, all’essenza stessa della letteratura italiana.

Ben venga il punto di vista di uno storico del calibro di Lucio Villari che da anni e anni interroga il passato con gli occhi fissi sui problemi del presente. Il Tasso (lui più di tutti, ma non solo lui) richiede che noi italiani operiamo una “trasmutazione di tutti i valori”, cioè un capovolgimento di tutti quegli pesudovalori nati dalla conflittualità e dalla competizione scatenatesi nell’800 tra cultura cattolica e cultura laica. Il Tasso è una delle vittime più illustri dei malintesi dello storicismo. E dunque, lo ripeto, ben venga uno sguardo storico nuovo! Facciamogli festa a quella luce più schietta che il professor Villari getterà su Torquato Tasso “osservatore critico del suo tempo.” Ci penserà poi l’Istituto di Cultura di Sorrento a sviluppare (già a partire dal prossimo autunno) un punto di vista che, “se piove di ver che tona” (come dicono a Pisa), potrebbe darci, finalmente, un vero e proprio “Tasso liberato.” Non basta! Ho letto l’intervento che il professor Aniello Clemente ha scritto per questa occasione. Il professore parla dell’inevitabilità di coniugare la storia e la teologia con la grandissima poesia di Torquato Tasso. Bravo professor Clemente! Tutto questo ci vuole, una complessità nuova, tutta una serie di competenze molteplici, per liberarci una volta per tutte, delle miserie dello storicismo ottocentesco. Tanta è la ricchezza umana, culturale, poetica dell’autore della “Gerusalemme Liberata” che, per riportarne alla luce la vera complessità, ci vuole un insieme agguerrito di intenditori ‘veraci.’ Niente più dilettanti. Basta col ‘sentito dire’!

 

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Generico luglio 2021

Nato nel 1933 a Bagnara Calabra, nell’odierna città metropolitana di Reggio Calabria, è stato docente di storia contemporanea presso l’Università degli Studi Roma Tre. Ha scritto numerosi saggi sulla storia dal Settecento al Novecento, in particolare sulle idee e sulla vita sociale del mondo occidentale di quel periodo. Collabora, inoltre, con alcuni quotidiani, soprattutto con La Repubblica. Nel 1980 ha partecipato al film La terrazza, di Ettore Scola, nel quale interpretava il ruolo del “padrone di casa”. Nel 1986 ha curato la riduzione, l’adattamento teatrale e la regia di un classico della letteratura francese dell’Illuminismo: le Lettere persiane di Montesquieu, interpretato da Pino Micol (nel ruolo del protagonista), Mario Toccacelli, Elisabetta Carta, Caterina Vertova, Ezio Marano, con musiche di scena tratte da Les Indes Galantes di Jean-Philippe Rameau (eseguite al clavicembalo da Sophie le Castel), prodotto dal Teatro Stabile di Roma e andato in scena nel mese di febbraio, al Ridotto di Venezia, in occasione del Carnevale. Nelle elezioni europee del 1999 è stato candidato come parlamentare europeo della circoscrizione “Italia centrale” nella lista I Democratici promossa da Romano Prodi. Nel 2001 ha vinto il Premio Estense per il suo Niccolò Machiavelli. Nel 2011 ha vinto il Premio Benedetto Croce per il volume Bella e Perduta. L’Italia del Risorgimento. È stato ospite e membro del comitato scientifico dei programmi televisivi Rai 3 Il tempo e la storia dal 2013 al 2017 e Passato e presente.  È iscritto all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI)

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