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Sorrento, tra atavici problemi e timidi segnali di ripresa del turismo prossimo venturo. Quali prospettive ?

Con quella che potrebbe presentarsi come l’epoca post pandemia, le ataviche problematiche sono ancora innumerevoli e rimangono tutte al palo.  Bisogna al più presto affrontarle e risolverle. Necessita, con coraggio, imporsi e far capire,  a determinati livelli istituzionali, che la penisola sorrentina rappresenta un punto di forza per il turismo regionale e nazionale, e pertanto merita attenzione e rispetto. L’alternativa, per un territorio che continua a scommettere il suo futuro completamente sul turismo  ma continuarlo a praticare in maniera convulsa e raffazzonata,non può non essere che una deriva verso un degrado irreversibile. Intervento di Francesco Gargiulo.-

Sorrento – Chi sperava in un nuovo corso post covid, in relazione alle tante problematiche che ormai da decenni affliggono la penisola sorrentina, purtroppo dalla evidente, riconfermata inerzia delle amministrazioni locali e regionali, continua a rimanere deluso. Se da una parte imprenditori e di conseguenza tanti lavoratori, continuano a sperare in una solerte ripresa del comparto, dall’altra una situazione di perenne caos sta ad indicare che  nonostante tutto nulla è cambiato rispetto a qualche anno fa. Sul banco degli imputati ancora una volta le amministrazioni comunali (forse troppe per un territorio limitato come la penisola sorrentina) che non riescono ad unirsi in una sola voce e farsi sentire a certi livelli. Evidenziando in tal modo una ulteriore atavica debolezza.

Generico giugno 2021

Praticare del buon turismo, visto anche la spietata concorrenza degli altri Paesi, significa innanzitutto distinguersi con una attenzione all’ambiente e al territorio; verso un trasporto sicuro ed efficiente; una sanità all’altezza e soprattutto efficace; una vivibilità dei luoghi, dettata da un costante controllo da parte delle Autorità di vigilanza preposte e tanto altro ancora.  Sono ormai anni che si predica in un certo senso ma si continua inevitabilmente a razzolare male sempre nella stessa direzione: quella del turismo mordi e fuggi. Un modo di fare  regolato da un egoismo totale, che non ci permette di vedere oltre il  proprio orticello. Il post pandemia forse rappresenta l’ultima occasione per farci rendere conto di quanto,  la mancanza di coraggio da parte della nostra classe dirigente ed una successiva mancata pianificazione, continuino a castigare la nostra economia. Invece necessiterebbe imporsi e farsi valere a determinati livelli, evidenziando la cruda realtà  che fa a cazzotti con quella “Silicon Valley del turismo” così decantata, qualche mese fa dal Ministro Garavaglia all’inaugurazione degli Stati Generali del turismo. Bisogna avere il coraggio di non nascondersi dietro a un dito e rendersi conto che continuare a scommettere il futuro  completamente sul turismo, non significa  praticarlo poi in maniera convulsa e raffazzonata.

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Fin quanto, un tale modo di fare, potrà consentirci di andare avanti? I primi cenni di ripresa stanno ad indicare che  la bramosia di recuperare il tempo perduto sembra far saltare  anche quei pochi punti di riferimento rimasti, come norme e leggi da rispettare, che per una comunità da sempre ligia alle regole, non fa sperare a niente di buono circa il prossimo futuro.

Necessita imporsi e far capire,  a determinati livelli istituzionali, che la penisola sorrentina rappresenta un punto di forza per il turismo regionale e nazionale, e pertanto merita attenzione e rispetto. A tale scopo, bisogna che amministratori comunali, autorità di controllo locali, imprenditori, lavoratori e cittadini , con la piena consapevolezza che la pandemia  abbia ampiamente dimostrato la nostra immensa fragilità verso eventi incontrollabili,  si adoperino in modo concreto, con un nuovo spirito di collaborazione, nell’intraprendere un percorso che consentirebbe ,con il supporto di un territorio dalla bellezze straordinarie, di superare il guado e presentarci al futuro prossimo venturo con tutte le carte in regola per competere  con le più rinomate località turistiche internazionali. Riusciremo mai in un tale intendo?

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Se poi  ad un tale stato di cose si sommanno: speculazioni e arroganze varie verso un territorio che tuttavia continua a fare la sua parte; l’assenza di controllo verso nuove  strutture e l’affidabilità di imprenditori o pseudo tali; l’alternativa  non può non essere che una deriva verso un degrado irreversibile. – Di seguito il consueto punto di riflessione domenicale del Coordinatore del Movimento civico “Conta anche Tu”, Francesco Gargiulosalvatorecaccaviello

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“La stagione turistica sta cominciando, i primi turisti sono in arrivo ed ecco che come al solito siamo qui a parlare del traffico sulla statale, del caos trasporti e, come dimenticarla, delle pessime condizioni della Circumvesuviana. Siamo sempre lì. Passano gli anni, si organizzano riunioni, meeting, persino gli stati generali, ma il turismo continua a soffrire di problemi che sono ormai atavici e che non si riesce a risolvere. Purtroppo continuando così, prima o poi, imploderemo. Non è più tempo di parole, bisogna passare ai fatti perché non c’è più tempo. La pandemia ha dato un durissimo colpo a tutto il reparto e alla quasi totalità dell’economia locale, ora non si può più sbagliare. Bisogna agire e rendere Sorrento e la Penisola Sorrentina luoghi capaci di presentarsi sul panorama turistico mondiale con un’organizzazione e un decoro degno della loro fama. Bisogna agire subito perché questa stagione non possiamo sbagliare. Le ripercussioni di un fallimento sarebbero troppo pesanti per tutti.” – 06 giugno 2021.

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