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Solstizio d’estate, le origini e le tradizioni sul giorno più lungo dell’anno

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Alle ore 5.31 (ora legale italiana) di lunedì 21 giugno 2021 nell’emisfero settentrionale inizia l’estate astronomica con il solstizio d’estate. Si tratta del giorno più lungo dell’anno poiché le ore di luce raggiungono il loro picco.

Per le civiltà del passato il solstizio d’estate era legato a significati spirituali poiché interpretavano l’abbondanza di luce come un dono celeste in cambio. Gli antichi Greci e le popolazioni precolombiane celebravano questa ricorrenza con dei riti legati al culto del Sole e della rinascita. I Romani dedicavano entrambi i solstizi a Giano, una delle divinità più importanti del loro pantheon, ritenuto il custode degli inizi e di ogni forma di passaggio (quindi anche la transizione da un ciclo naturale a un altro). I Celti avevano l’abitudine di accendere un falò il primo giorno d’estate, con la convinzione che questo gesto trasmettesse forza al Sole.

Al solstizio è legato anche il complesso neolitico di Stonehenge in Gran Bretagna, da sempre circondato ma molti misteri nonostante gli esperti ritengono con sicurezza che il circolo di grosse rocce fosse in origine un osservatorio astronomico. Infatti l’asse di Stonehenge è in linea con la posizione del Sole durante il solstizio d’estate, cosa che permette al fascio di luce di attraversare il portale di pietra e posarsi sull’altare al centro del sito.

Nel corso dei secoli, il cristianesimo ha assorbito molti riti legati al solstizio, arricchendoli di nuovi significati. Famosa è ad esempio la festa di San Giovanni (24 giugno), una solennità religiosa diffusa soprattutto in Italia e Spagna, che prevede l’accensione di grandi falò notturni, sulla scia degli antichi culti solstiziali in onore di fuoco e luce.

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