Quantcast

Sicurezza zero a Pompei: «Così i turisti scappano»

Sicurezza zero a Pompei: «Così i turisti scappano». Ce ne parla Salvatore Piro in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis. «Casi come quelli degli spari in albergo, avvertiti due giorni fa anche dai turisti lungo via Plinio, rischiano di minare la già dura ripartenza post Covid dell’intero comparto imprenditoriale a Pompei. Perchè? I colpi di pistola hanno un’immediata eco: compromettono la scelta degli attuali protagonisti del turismo di prossimità, che stanno tornando a far ‘respirare’ luoghi d’eccellenza come Pompei. È anche per questo motivo che, dopo un tavolo tecnico incentrato sulla questione relativa all’efficienza del trasporto pubblico, ho chiesto al Prefetto di Napoli la convocazione di un comitato ad hoc sull’ordine e la sicurezza. La mia richiesta va nella direzione di un turismo che sia soprattutto sicuro». La segnalazione dunque è già sul tavolo del Prefetto Marco Valentini. A spedirgliela è Agostino Ingenito, presidente Abbac Campania, l’Assoicazione B& B e Affittacamere della Campania, la più diffusa associazione di categoria indipendente regionale che sul territorio promuove il fenomeno dell’ospitalità diffusa in famiglia nelle forme ricettive extra-alberghiere come appunto B& B, ostelli e case vacanze.

«Il caso degli spari nell’albergo di Pompei (si tratta dell’Hotel Mec, albergo-ristorante vicinissimo agli Scavi, ndr) dovrebbe certamente interessare la prefettura» conclude Ingenito. Eppure il sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio, la pensa diversamente: «La stagione turistica non è a rischio. A Pompei, non esiste alcun allarme criminalità. Gli ultimi episodi, fra l’altro isolati, sono soltanto l’opera di alcuni giovani balordi» è infatti il commento rilasciato dal sindaco dopo i cinque colpi di pistola, a salve, esplosi intorno alle 11.40 di venerdì scorso, che hanno praticamente gettato nel panico centinaia di turisti finalmente tornati a visitare gli Scavi e il Santuario.

«È bene sottolineare» così ancora Lo Sapio «che la vicenda degli spari non è minimamente paragonabile alla presunta emergenza movida violenta». Emergenze differenti, sicuro. Ma il terrore scatenatosi venerdì mattina, nella via degli Scavi di Pompei, ha comunque riacceso i riflettori sull’ultima emergenza riguardante appunto la movida violenta, riesplosa in pieno centro cittadino nella notte tra sabato e domenica scorsi. Quando una rissa ha visto fronteggiarsi due gruppi di giovani, provenienti da Castellammare di Stabia, dopo forse aver bevuto un drink di troppo ai tavoli degli affollati bar e dei locali di via Sacra. «Per il prossimo consiglio comunale depositeremo una dura interrogazione perché, praticamente, Pompei è diventata terra di nessuno. Non c’è alcun controllo. Né di legalità del territorio, penso al fenomeno dell’abusivismo edilizio, né sulla sicurezza dei cittadini e neppure sulla movida. Pompei è una capitale cultura mondiale, ma abbandonata a se stessa» attacca, al contrario, il leader dell’opposizione Domenico Di Casola, capogruppo in consiglio comunale della Coalizione Civica per Pompei.

Gli imprenditori sembrano schierarsi proprio a sostegno della tesi sostenuta da DI Casola. Fabio Maria Miele, titolare dell’albergo Piccolo Sogno in via Carlo Alberto, e presidente di Aicast Pompei, denuncia: «Siamo preoccupati. Pompei, nei weekend, sembra terra di nessuno. Io faccio ricezione turistica, avolta davanti a certe scene mi vergogno per quello a cui i nostri ospiti sono costretti ad assistere. Tutto ciò non giova anche ai residenti. Vogliamo il modello Sorrento anche qui, dov’è la videosorveglianza?» Il presidente del Forum Giovani di Pompei, Federico Santilli, dichiara: «Movida violenta? Non credo si tratti di una vera emergenza. Sicuramente, più controlli possono aiutare soprattutto per la prevenzione. Ma tutto ciò» conclude «si riconduce alla necessità di trovare spazi, centri d’ascolto, punti d’aggregazione adeguati che possano servire a limitare i comportamenti aggressivi dei ragazzi».

Commenti

Translate »