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Seminario ad Amalfi, non può diventare albergo. La Chiesa e Savarese di Sorrento perdono al Consiglio di Stato

Il Comune di Amalfi amministrato dal sindaco Daniele Milano aveva ragione. Soddisfazione per gli amministratori, ma amaro in bocca per i cittadini e per la Costiera amalfitana che ha perso, per colpa dell’ignavia della provincia di Salerno e della politica, diciamoci la verità, l’occasione di far rimanere unito il glorioso turistico, ora smembrato, con la Divina a metà, infatti senza il turistico da Praiano e Positano gli studenti si sono riversati tutti in Penisola Sorrentina, fra Sorrento, Sant’Agnello e Meta, ma questo è un fenomeno sociologico e un’amarezza che solo pochi possono capire.

Andiamo ai fatti  Il fabbricato, precedentemente adibito ad uso scolastico, fu rilasciato dalla Provincia di Salerno nel lontano 2008: all’epoca si attendeva la ristrutturazione dell’edificio, in modo che potesse nuovamente ospitare al suo interno le classi. Nel settembre del 2012 Provincia di Salerno e Curia stipularono un accordo di pre locazione per trasferire il Turistico “Flavio Gioia”.

Dopo i lavori di ristrutturazione, conclusi nel 2016, succede qualcosa: la Provincia decide di non rispettare il contratto stabilito in precedenza con la curia, evento che scatenò addirittura le proteste degli alunni. Non ci fu verso di adibire la struttura a plesso scolastico, infatti fallirono tutti i tentativi di recupero negli incontri tra l’allora presidente della Provincia Giuseppe Canfora e l’arcivescovo di Cava de’ Tirreni – Amalfi monsignor Orazio Soricelli.

Nell’estate 2017, la Curia optò per la trasformazione della struttura in una casa di accoglienza per i fedeli, trovando un accordo con Luigi Savarese ottimo  imprenditore di Sorrento . I lavori eseguiti dall’imprenditore di Sorrento fourono interrotti nel febbraio del 2018, dopo che l’ufficio tecnico comunale chiese delle verifiche sull’eventuale cambio di destinazione della struttura.

Il Tar espresse proprio parere, indicando che c’erano gli estremi del cambio di destinazione, considerando che la conversione in casa religiosa di ospitalità, va considerata nell’ambito della categoria turistico-ricettiva. Savarese però ha presentato ricorso tramite un suo legale in Consiglio di Stato, sede in cui si è visto accogliere l’istanza presentata, ottenendo che il comune fosse inibito da attività demolitorie.

Ora la parola fine dal Consiglio di Stato che dà ragione al Comune di Amalfi. Fine si fa per dire in questi campi, ovviamente ci saranno sicuramente altri interventi e situazioni varie, intanto in tutti questi anni questa struttura poteva essere utilizzata come scuola , parliamo di questo perchè siamo fra quelli che, conoscendo la storia locale, che oramai tanti che parlano e scrivono hanno dimenticato, immaginavamo una destinazione volta alla cultura e a salvare una grande tradizione scolastica che solo tenendo unita la struttura poteva essere portata veramente avanti, senza nulla togliere a nessuno.

Andando al fatto giuridico, un segnale importante verso chi vuole destinare qualsivoglia struttura in forma ricettiva, anche perchè si è arrivati probabilmente alla saturazione e alla cosìdetta gentrificazione della Divina.

Senza neanche voler togliere alla possibilità di una eccellenza ricettiva e alla bravura degli imprenditori, ci limitiamo a fare un discorso di carattere socio-antropologico.

Sentenza n. 4470 del 10.06.2021 Seminario Amalfi

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