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Salerno, medicina d’urgenza al Ruggi: il reparto è Covid free

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Salerno, medicina d’urgenza al Ruggi: il reparto è Covid free. A parlare della bella notizia è Marcella Cavaliere in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno. 

Una foto che fa tirare un sospiro di sollievo e alimenta la speranza di un futuro finalmente fuori dal tunnel del contagio. È il caso dello scatto che ieri è arrivato direttamente dall’Azienda “Ruggi d’Aragona” di Salerno, in particolare dal gruppo di medici e operatori sanitari dell’area critica di Medicina d’Urgenza Covid, che hanno così annunciato la chiusura del reparto realizzato nel presidio di via San Leonardo in piena emergenza sanitaria e che poco più di un anno fa portò in ospedale tanti medici, anche giovani, provenienti da varie parti del Paese per assistere i pazienti colpiti dalla temibile infezione. Un reparto, quello dell’urgenza, convertito in fretta e furia per salvare vite quando il tempo sembrava correre troppo in fretta e scandito da troppi lutti. Una foto che nel giro di poche ore ha invaso i social, suscitando forti emozioni e cauto ottimismo verso un futuro che pare si avvii a ritornare più sereno.

Rimangono ancora pazienti da assistere, purtroppo, al presidio “da Procida” e nei moduli esterni Covid stile Cina che rappresentano un punto di riferimento importante, ma la foto postata ieri sui social e quei fogli bianchi mostrati dai sanitari con le scritte “Covid free”, “Fine 31 maggio 2021”, “Med. Urg. Salerno reparto Chiuso” sembrano segnare l’inizio della fine di un incubo che dura da un anno e mezzo.

E guardando a non molti mesi fa sembra si possa già tracciare la storia dei tanti operatori sanitari della Medicina d’urgenza Covid che dentro quelle tute anti-contagio hanno sudato e sperato di portare a casa più successi possibili strappando alla morte chi era ricoverato e faticava a respirare e dove sono stati somministrati anche i primi vaccini per proteggere dal virus letale chi lavorava proprio in quel reparto.

Una data importante, che Salerno non dimenticherà facilmente, quella del 26 dicembre del 2020 quando il “Ruggi” partecipò al “VDay” che segnò l’arrivo delle prime dosi dei vaccini per i lavoratori della sanità che tutti i giorni rischiavano la vita e aspettavano con ansia le prime fiale salvavita. Maria Lombardi, coordinatrice infermieristica salernitana, fu la prima a vaccinarsi in tutta la provincia di Salerno.

Ha vissuto in prima persona la trasformazione della sua unità operativa, quella della Medicina d’urgenza dell’ospedale ”Ruggi” diventata reparto Covid con sei posti di terapia sub-intensiva. Sul suo maglione la scritta che riportava la spilla “Io mi sono vaccinato” diceva a tutti che finalmente si avviava nel Salernitano, come un po’ in Europa e nel mondo, il processo di immunizzazione. Quella spilla portata con fierezza al petto indicava che c’era la possibilità di tornare a riprendere in mano le redini della propria vita, non solo quella lavorativa, senza la paura costante di essere contagiata e di non farcela.

Solo poco tempo fa si ricorda l’arrivo di tanti giovani operatori sanitari in via San Leonardo, per dotare il centro vaccinale delle risorse umane necessarie per somministrare il siero. Prima ai più fragili e più in là con gli anni e poi pian piano agli altri, scaglionati per età.

Il siero Pfizer dal V-day è stato il primo vaccino a essere somministrato, ancora prima dei pazienti fragili, ai medici e agli operatori sanitari del “Ruggi”. Ragazzi giovani con il camice da lavoro, a pochi passi dalle scale che portano al Cup, pronti a iniettare le dosi e con davanti tante persone in fila, e a volte nella fila si perdeva anche la calma dimenticando chi il tempo per mettersi in coda non l’ha avuto.

Con pazienza il personale sanitario ha preso in carico uno per uno tutti i prenotati ogni giorno. Dylan Radetich, 29 anni, è una delle operatrici sanitarie tornata a Salerno dopo aver lavorato a Londra per dare un aiuto concreto, alla sua città impegnata anche lei nell’area Covid di Medicina d’urgenza. Come lei sono ritornati in città tanti altri giovani professionisti, come Daniele Bassi salernitano di 24 anni, emigrato per lavorare e anche lui impegnato nel reparto d’Urgenza del “Ruggi” da ieri diventato finalmente Covid free.

«La riattivazione del reparto di Medicina d’Urgenza – commenta il direttore generale Vincenzo D’Amato – è in linea con quanto già comunicato e consentirà un più rapido ricovero dei pazienti provenienti dal pronto soccorso e dall’Osservazione breve intensiva. Seguirà anche la riattivazione del reparto di Malattie infettive con 14 posti letto mentre 13 continueranno a essere dedicati alle malattie infettive Covid. Mi auguro che tale processo non si arresti e che si possa presto ritornare alla normalità».

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