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Ricordati che devi morire!

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    Ricordati che devi morire!
    Una breve riflessione intorno alla celebre” gag”
    Di Massimo Troisi

    Chi non lo sa. Eppure..cosa voleva dire il comico napoletano, di là della sua divertente ironia?
    E’ noto che Troisi pur se si dichiarava ateo (forse un’altra delle sue battute!) aveva una profonda religiosità popolare.

    Come non ricordare i suoi esilaranti dialoghi con Dio o anche: “annunciazione annunciazione”! E ancora la mano monca che ricrescerebbe al padre nel film “ricomincio da tre” con la fulminante battuta finale al sacerdote che voleva pregare per lui:” no, lasciate stare, non vorrei facessero un regalo pure a me!” Fino alla Madonna che “ride” e così via.
    La morte è inevitabile e ognuno ci pensa (o non ci pensa) a modo suo. Per i non credenti tutto finisce lì. Per buddisti induisti e molti movimenti esoterici c’è invece la reincarnazione. Cioè la credenza in un’altra vita e anzi molte altre vite e altre opportunità per raggiungere” l’illuminazione:” lo stadio finale del ritorno cosciente a Dio.

    Per i cristiani più o meno, invece si dormirebbe sottoterra fino alla fine dei giorni o in un non ben precisato limbo per poi risorgere in un improbabile giudizio finale che verrebbe non si sa quando. Non sta a me dire se sia vero questo o quello (anche se come ovvio ho le mie idee in proposito); quello che mi preme qui dire è che oggi nessuno o quasi, più si cura di questo.

    Viaggi, ristoranti, traversie, mass media, lavoro, sopravvivenza, famiglia: tutto avviene senza una minima riflessione sugli ultimissimi: Paradiso, Inferno e Purgatorio, che pure sono contemplati in ogni religione. Ci sarà pure un modo di evitare di soffrire anche dopo?

    Un “altro” inferno come dice ancora un personaggio di Troisi. Qualunque sia il credo di ognuno (o il non credo: specie tra i più giovani) mi pare non si possa vivere una vita intera senza porsi minimamente il problema di quello che sarà di noi in un futuro ultimo.

    E impegnarsi seriamente perché questo sia il migliore possibile. Dunque, quando gli avvenimenti e le vicissitudini e le riflessioni della vita mi pongono di fronte il monitor:” ricordati che devi morire”! Rispondo sicuro col “nostro” Troisi:” adesso me lo segno!”

    ROCCO AVERSA

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