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Riaprono le discoteche: niente obbligo di mascherina, ma di green pass

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Riaprono le discoteche: niente obbligo di mascherina, ma di green pass. Ce ne parla Mauro Evangelisti in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino. Il governo dice sì al ritorno in pista, ma con il green pass, fino ad oggi utile solo a partecipare a un matrimonio o a visitare l’ospite di una Rsa. Inizia una nuova era in cui chi si è vaccinato avrà maggiori opportunità rispetto a chi rifiuta l’iniezione.

SCELTE Ora anche il Cts è d’accordo. Almeno in una parte del Comitato tecnico scientifico, sta prendendo forza una convinzione: se dobbiamo subire il fenomeno delle discoteche che riaprono magari come centri culturali o allestendo dei ristoranti in cui, alla fine, si balla, tanto vale governarlo. Dunque, meglio accettare la riapertura ufficiale, ponendo alcune regole. Prima di tutto, l’utilizzo del green pass, l’attestato di vaccinazione che sta arrivando in queste ore sugli smartphone degli italiani immunizzati, ma che si potrà ottenere anche eseguendo un test antigenico: dovrà essere obbligatorio per entrare. Di fatto, al di là delle tante parole spese fino ad oggi, sarebbe la prima reale applicazione pratica del green pass, in parallelo al riconoscimento su base europea per i viaggi atteso per il primo luglio. I gestori dovranno verificare il possesso del green pass, mentre la mascherina sarà solo raccomandata, non perché non sia necessaria, ma perché potrebbe essere velleitario imporla come obbligo quando i controlli e le sanzioni in una pista da ballo affollata sarebbero inapplicabili. La questione, comunque, è ancora aperta. Anche il ministro della Salute, Roberto Speranza, è orientato ad accettare la ripartenza dell’unica attività di fatto ferma da inizio pandemia (a parte la sfortunata ed a macchia di leopardo eccezione dell’estate scorsa). Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ieri si è sbilanciato fissando una data per la serata delle aperture, il 10 luglio. Parlando a Rtl 102,5 ha detto: «Entro i primi dieci giorni di luglio le discoteche potranno aprire e penso che il criterio del green pass possa essere applicato. Ho appena avuto un colloquio su questo con il ministro Speranza. Questa settimana indicheremo una data in cui le discoteche potranno tornare a fare le loro attività, perché questo settore è, ad oggi, rimasto l’unico senza avere una prospettiva e credo sia dovere della politica dare una risposta anche a questo».

SUL TITANO Anche il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, si è sbilanciato: «Le discoteche possono aprire in sicurezza, basta rispettare i protocolli». E per sostenere questa tesi è stato preso l’esempio di un caso pilota, un esperimento avvenuto a pochi chilometri da quella che un tempo era la capitale delle discoteche, Rimini, detta anche, con linguaggio assai vintage, divertimentificio. Nella vicina San Marino, quindi non in territorio italiano, sabato 2.700 ragazzi, arrivati da tutta la Penisola, sono entrati per ballare in un parcheggio del club del tiro al volo: dovevano dimostrare di essere stati vaccinati o di avere superato il Covid o di avere eseguito un tampone con esito negativo nelle ultime 48 ore. Si è ballato dalle 22 alle 5. Secondo gli organizzatori, «i risultati sono stati incoraggianti». L’ideatore è il titolare del club Musica di Riccione e di altri due locali, Tito Pinton: «Si può riaprire anche in Italia. Al momento non risultano contagi dopo quell’evento e nessuno dei miei dipendenti ora è positivo. Se non si riapre sarò costretto a replicare a San Marino, nonostante io abbia tre locali in Italia, dove invece si può ripartire. Il problema però è politico: ormai siamo considerati degli untori». Maurizio Pasca, presidente del Silb (sindacato locali da ballo) chiede di anticipare le riaperture al 4 luglio, nel primo fine settimana del prossimo mese: «Andare oltre sarebbe insostenibile, ci aspettiamo buonsenso. Il Governo non ci faccia perdere il primo week end di luglio». Intanto venerdì, in quella che è considerata una sorta di Vaticano del clubbing, Ibiza, si svolgerà un esperimento pilota simile. Scenario: la discoteca all’aperto dell’Hard rock hotel, a playa d’En Bossa. Il giorno successivo, in un’altra isola delle Baleari, Palma de Mallorca, analogo test, ma in questo caso in una discoteca al chiuso.

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