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Ravello, Secondo Amalfitano: «Questa non è la mia Fondazione»

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Ravello, Secondo Amalfitano: «Questa non è la mia Fondazione». Ce ne parla Salvatore Serio in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno. 

«Questa non è la mia Fondazione Ravello». Parola di Secondo Amalfitano, ex sindaco della “Città della Musica”. Parole al vetriolo all’indomani delle dimissioni del presidente dell’Ente Antonio Scurati. L’ex sindaco è stato uno dei padri della “Fondazione Ravello”, nel 2002 nel corso del suo mandato di primo cittadino: fu lui a idearla insieme al presidente della giunta regionale, Antonio Bassolino, al presidente della Provincia di Salerno, Alfonso Andria e alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, guidata da Gabriello Mancino. «Non conosco nulla di quello che è successo in “Fondazione Ravello 2” e per questo non posso dare giudizi». Così Secondo Amalfitano distingue il prima e il dopo. rima del depotenziamento della Provincia di Salerno, prima che la Fondazione Mps sparisse. «Quello che c’è attualmente – tuona Amalfitano è un soggetto che io non conosco. Per quanto riguarda la “Fondazione Ravello “ posso dire che nel 2007 Villa Rufolo incassava 670mila euro mentre nel 2019 il complesso monumentale ha incassato 1,7 milioni di euro».

Lo rimarca, l’ex sindaco ravellese. «La “Fondazione 1”, con la presidenza di Renato Brunetta, ha battuto il record di fondi privati con circa 900 mila euro di sponsorizzazioni». Erano i tempi dei privati. Prima di finire totalmente nelle mani d’un “socio di maggioranza”: «Negli ultimi anni – soggiunge Amalfitano era arrivata ad avere un bilancio quasi totalmente legato alla Regione Campania con lo sperpero del surplus economico che Villa Rufolo aveva generato». In un contesto di questo tipo appare chiaro quanto influente possa essere nella gestione dell’Ente il ruolo della Regione Campania, che nei fatti al momento è il sostenitore principale della Fondazione Ravello. Sulla scorta di tutto ciò le dimissioni del presidente Scurati, nominato solo due settimane prima, al termine di ben 29 mesi di commissariamento, assume un significato politico non di poco conto.

L’ex presidente di Villa Rufolo, componente del consiglio di amministrazione e consigliere di indirizzo, Secondo Amalfitano ha le idee ben chiare su cosa sia diventata oggi la Fondazione: «Non mi piace, non è quello per cui ho lavorato nel 2002. Avevo immaginato un soggetto che ha dimostrato sul campo e negli anni quello che sapeva e poteva fare e credo che il mondo possa testimoniare sulla bontà di quanto fatto». Il nodo del contendere tra lo scrittore partenopeo e il governatore Vincenzo De Luca sarebbe stata la scelta del Premio Strega 2019 di invitare il Ministro della Salute Roberto Speranza e lo scrittore Roberto Saviano alla kermesse che ogni anno viene organizzata dall’ente. Scurati ha lamentato l’impossibilità di lavorare in maniera autonoma rispetto all’organizzazione del Festival di Ravello.

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