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Ravello: caos Fondazione, crepe in Consiglio

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Ravello: caos Fondazione, crepe in Consiglio. Ce ne parla Salvatore Serio in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno.

«Dimissioni? Farò le mie valutazioni. Vedremo come evolverà la cosa nei prossimi giorni». Parola di Valerio Pescatore, avvocato, docente universitario e consigliere di indirizzo della “Fondazione Ravello”. Il giurista, assai legato alla Città della Musica, è stato l’unico a non firmare gli “editti”, il comunicato contro il dimissionario presidente Antonio Scurati e la lettera aperta inviata dai componenti del consiglio di amministrazione e dai consiglieri di indirizzo al segretario del Pd Enrico Letta. Sì, i vertici del Pd, perché i dem, nelle ultime ore, s’è spaccato sul caso “Fondazione Ravello”. L’ex presidente del Consiglio di fatto ha tracciato una netta linea di demarcazione rispetto al presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca. Il “Premio Strega” del 2019 ha accusato d’aver subito lo stop sulla scelta d’alcuni ospiti del prossimo Festival di Ravello, cioè il ministro della Salute Roberto Speranza e lo scrittore Roberto Saviano. Nomi invisi al “governatore” che guida la Regione, socio fondatore dell’Ente di Villa Rufolo. «Aspetto Saviano e Scurati alla prossima Festa nazionale del Pd. Invito permanente», il laconico tweet al vetriolo dell’ex premier , che suona come una presa di distanze dal presidente Pd, il suo ex viceministro Vincenzo De Luca. I componenti del Consiglio di amministrazione (Diomede Falconio e Paolo Imperato) e di indirizzo (il presidente Lorenzo Lentini, l’ormai ex commissario Almerina Bove, Luigi Buonocore, il sindaco Salvatore Di Martino, Stefano Giuliano e il presidente della Provincia Michele Strianese: insomma, tutti tranne Pescatore) hanno replicato a Letta con una lettera: «Il suo post rischia di fare da sponda su una vicenda rispetto alla quale la politica non c’entra nulla. Sarebbe opportuno che prima di trasformare in martiri della libertà persone che non lo sono, ci si informasse sui fatti». La posizione di quel che resta dei vertici della Fondazione? «Gli organi statutariamente competenti non soltanto non si sono espressi in ordine all’approvazione del programma di incontri fra lo stesso Scurati, Stefano Boeri, Speranza e Saviano, ma non sono mai stati interpellati in argomento dal presidente ». Una posizione evidentemente non condivisa da tutte le anime dell’ente visto che Pescatore ha preferito sottrarsi.

Nessuna ingerenza della politica ma il mancato rispetto delle consuetudini e delle regole avrebbe portato a una rottura tanto insanabile quanto fulminea. Se la versione ufficiale, ribadita anche dal sindaco di Ravello Salvatore Di Martino, lascia più di qualche perplessità, l’intervento di tanti esponenti politici, anche di livello nazionale, fa nascere qualche dubbio. Antonio Bassolino, uno dei fondatori dell’ente visto che nel 2002, anno di creazione dell’ente, era alla guida della Regione Campania, insieme a Secondo Amalfitano, sindaco della Città della Musica, ad Alfonso Andria, presidente della Provincia di Salerno, e Gabriello Mancini della Fondazione Monte Paschi di Siena (poi fuoriuscita): «In queste ore si corre il grave rischio che tutto precipiti e vada perduto, dopo le dimissioni di Scurati in conseguenza della messa in discussione della sua autonomia e della sbagliata censura ad una personalità come Roberto Saviano . Respingere le dimissioni di Scurati è una saggia e doverosa scelta ».

Ore frenetiche, con una sorpresa inaspettata: dopo 29 mesi di commissariamento, la Fondazione ha deciso di diffondere il programma ufficiale della 69esima edizione del Festival di Ravello attraverso una mail frugale. Nessuna presentazione in pompa magna a Palazzo Santa Lucia: tutto in un comunicato, nel sabato più lungo di tutti. Come se nulla fosse accaduto, come se l’Ente fosse in piena salute e non senza più una guida, il direttore artistico Alessio Vlad ha presentato quello che sarà a partire da giovedì primo luglio: «L’impostazione del Festival di Ravello 2021 è stata costruita tenendo presenti alcune linee guida secondo parametri istituzionalmente condivisi. Mai come oggi c’è la necessità di essere volano di un turismo».

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