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Positano, a Piazzetta del Saracino si lavora per il nuovo spot Peroni

A quanto pare il prossimo spot della Peroni avrà la cornice di Positano sullo sfondo, ormai scelta dai brand di tutto il mondo per sponsorizzare qualsiasi prodotto. Lo staff si è riunito per le riprese del nuovo spot pubblicitario per lo storico marchio nato a Vigevano nel 1846, e sono al lavoro in una Piazzetta del Saracino più bella che mai.

spot peroni positano

La storia di Peroni da 175 anni unisce l’Italia, da nord a sud. Il suo gusto mette tutti d’accordo. È da questa semplice ma fondamentale intuizione che alcuni mesi fa si era sviluppata l’idea creativa della campagna “Se ci unisce è Peroni”: a prescindere dalla provenienza, dalle proprie convinzioni, dalle divisioni di linguaggio, cultura o storia, oltre ogni differenza.

Nello sfondo l’edificio che era di proprietà dell’Ex Azienda di Soggiorno e Turismo della perla della Costiera amalfitana , Ente di dipendenza della Regione Campania,  ora del Comune, e utilizzato come ufficio turistico e sala esposizioni, che è stato preso completamente dalla produzione che sta lavorando a questo spot che girerà in tutto il mondo.

L’ultimo spot della Peroni in primavera

Il film di 30’’, girato a Roma e diretto dal regista Alessandro De Leo con la cdp Think Cattleya, è un viaggio divertente attraverso i conflitti più celebri della nostra storia: protagonisti delle schermaglie sono iconici personaggi dell’antica Roma ma anche tifosi avversari divisi da diverbi sulle diverse fedi calcistiche. Ma se ne parlassimo davanti a una Peroni? La risposta a questa domanda cambia il corso della storia: così Bruto, dopo aver sfoderato la spada, la usa per stappare una Peroni e brindare con il suo avversario Giulio Cesare.

LA DECLINAZIONE SUL DIGITAL

Accanto allo spot verranno creati 5 asset digital che approfondiscono e raccontano in maniera più specifica e divertente le situazioni rappresentate dallo spot tv: porteranno ad esempio i protagonisti ad interagire direttamente con il pubblico, tra cui Giulio Cesare e Bruto che reinterpreteranno in latino il motivo degli War e un insolito duetto tra un trapper e un direttore d’orchestra.

Verranno inoltre creati dei key visual per la stampa e punti vendita che riprenderanno il tema dello spot: un abbraccio tra avversari che andrà a riprodurre la silhouette della bottiglia.

La campagna, in partenza il 29 aprile 2021 su tv e digital, porterà lo spot on air per tutta la stagione. La pianificazione sarà declinata con un piano media integrato e articolato con contenuti creati per i canali tradizionali ma anche video on demand e formati dedicati per i canali digital e social.

La campagna è stata supportata da VA Consulting in partnership con Ebiquity in veste di Production Advisory.

“La storia di Peroni è una storia lunga 175 anni fatta di innovazione continua e di capacità di unire gli italiani andando oltre ogni differenza. Questo è quello che abbiamo voluto raccontare nel nuovo spot, perché oggi più che mai vogliamo sentirci uniti, e lo abbiamo fatto nel nostro consueto stile, diretto sincero e allegro” ha commentato Marina Manfredi, marketing manager del marchio.

LA TRACCIABILITA’ IN BLOCKCHAIN

Insieme alla nuova veste grafica, Peroni lancia un progetto di tracciabilità. Scansionando il QR code posto sul nuovo collarino, il consumatore intraprende un viaggio per tracciare il malto 100% italiano  della sua filiera. Il progetto è frutto della collaborazione con la start-up italiana pOsti, nata per valorizzare la trasparenza delle filiere agroalimentari, attraverso una narrazione completamente digitale e personalizzata.

“Il tracciamento attraverso la tecnologia blockchain – spiega l’azienda – è diventato necessario per soddisfare l’attenzione del consumatore e le sue esigenze in tema di sostenibilità e rintracciabilità delle materie prime e dei processi produttivi. La blockchain permette a Peroni di tracciare in totale trasparenza la provenienza del malto 100% italiano”.

 

CREDITS

Agenzia: Saatchi & Saatchi
CEO : Camilla Pollice
Executive Creative Director: Manuel Musilli
Associate Creative Director: Ignazio Morello, Leonardo Cotti
Digital Creative Director: Massimo Guerci
Head of Digital: Simone Roca
Digital producer: Eleonora Giuliani, Eleonora Mancini
Client Service Director: Lucia Lafuenti,
Team Account: Carolina Cenci, Alfredo Mosca
Head of Strategy: Fabio Rodighiero
Head of Production TV: Raffaella Scarpetti – Prodigious
Producer TV: Isabella Guazzone – Prodigious
Art Buyer: Rossana Coruzzi – Prodigious
Casa di Produzione: Think Cattleya
Regia: Alessandro De Leo
Regia Video Strategy: Claudio di Biagio
Executive Producer & General Manager: Martino Benvenuti
Producer: Marta Ansaldi
DoP: Karim Andreotti
Montatore: Marcello Saurino
Colorist: Anna Visigalli
Musica: “Why Can’t We Be Friends” – War
Etichetta discografica: Warner Music Italia Srl
Edizioni: BMG Rights Management (Italy) Srl
Sound: Sing Sing Music
Fotografo: Davide Bellocchio
Production Advisory: VA Consulting | Ebiquity
Principal Consultant: Matteo Bandera
Production Advisor: Alessandra Pasquini, Stefano Arbitrio
Centro Media: Wavemaker
Peroni Marketing Team: Francesca Bandelli, Marina Manfredi, Camilla Cicerchia

La Birra Peroni da wikipedia

La birra Peroni è una birra lager italiana prodotta dall’omonimo birrificio a partire dal 1846. Dall’ottobre 2016 fa parte del gruppo giapponese Asahi Breweries.

Viene prodotta negli stabilimenti del gruppo situati a Roma[1], Padova[2] e Bari[3], mentre il malto proviene dalla Malteria Saplo di Pomezia[4].
La birra Peroni nasce nel 1846 a Vigevano ad opera di Francesco Peroni[5]. Nel 1864 viene poi aperto un secondo stabilimento a Roma[5]. Nel 1872 lo stabilimento viene spostato dalla zona di piazza di Spagna a quella di Borgo Santo Spirito, prima del definitivo trasferimento in zona Colosseo, avvenuto nel 1890[6].

A partire dal 1867 l’azienda inizia ad essere gestita da Giovanni Peroni[7], figlio di Francesco, coadiuvato dal fratello Cesare, il quale si rende protagonista di alcuni viaggi in Germania per studiare i metodo di fabbricazione della birra a bassa fermentazione[8]: da questi viaggi segue l’inizio della produzione di due tipologie di birra a bassa fermentazione: la Vienna dal colore giallo e leggermente amara e la Monaco o Baviera, birra scura dal sapore più dolce[8].

Con l’acquisizione della Società Romana della fabbricazione del ghiaccio e della neve artificiale, avvenuta nel 1901, la Peroni incrementa la sua diffusione nella zona romana, anche grazie ad una squadra di carri a trazione animale deputati alle consegne della birra[6].

L’ex Birreria Peroni di Roma (1998)
Nei primi anni del novecento la diffusione sul mercato della Peroni viene promossa tramite mascotte popolari, personaggi come il ciociaretto, che deve il suo nome alle ciocie, tipiche calzature con lacci usate dai pastori nel basso Lazio e il cameriere[9].

Nel 1924 viene inaugurato il nuovo stabilimento produttivo di Bari che a regime arriva a produrre 25.000 ettolitri l’anno di birra Peroni rispetto ad una produzione totale annuale di 150.000 ettolitri[8]. Alla fine degli anni venti viene lanciato un nuovo formato da 20 centilitri, il “Peroncino”[6], che godrà di grande successo fino agli anni ’60 e sarà poi riproposto sul mercato a partire dal 2015 dopo anni di assenza dal mercato[10].

A partire dagli anni ’60 la Peroni conosce un periodo di diffusione in tutta Italia, grazie allo slogan Chiamami Peroni, sarò la tua birra e ad una serie di campagne pubblicitarie: la prima con protagonista la modella tedesca Solvi Stübing[11] e, poi, dopo di lei, Jo Whine, Michelle Gastar, Anneline Kiel, Lee Richard, Milly Carlucci, Filippa Lagerbäck, Adriana Sklenaříková, Jennifer Driver e Camilla Vest[12][13].

Nel 1963 viene lanciata sul mercato la Nastro Azzurro, che deve il suo nome alla vittoria nel 1933 del Nastro Azzurro dell’Atlantico da parte del transatlantico italiano Rex[14]: in un primo momento il nuovo prodotto riscuote poco successo sul mercato, tuttavia nei due anni successivi al lancio viene modificato abbassando la gradazione alcolica e rendendolo meno amaro iniziando ad aumentare gradualmente la sua diffusione[15] sino a diventare negli anni 2000 la birra italiana più venduta sui mercati esteri[16], in molti dei quali, come in Colombia, venduta con il doppio nome Peroni – Nastro Azzurro, viene considerata birra di fascia alta, consumata solo nei locali più lussuosi ed alla moda[17].

Negli anni sessanta viene aperto anche un ufficio commerciale a New York dando così inizio all’esportazione della Peroni negli Stati Uniti[14].

Nel 2001 la Peroni vince la Medaglia d’oro dell’American Tasting Institute, mentre nel 2006 viene premiata con la medaglia d’argento dal Monde Selection Organizing Committee di Bruxelles[18].

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