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Napoli, muore 68enne. Aggressione ai sanitari da parte dei familiari denunciata da Borrelli

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Napoli, muore 68enne. Aggressione ai sanitari da parte dei familiari denunciata da Borrelli . Incredibile episodio di violenza contro i medici in Campania, ma non è il primo . Hanno fatto irruzione nel reparto ospedaliero, aggredendo i sanitari e danneggiando un macchinario. È successo nella notte tra sabato e domenica, al quarto piano del Cardarelli, in Medicina d’Urgenza dove un gruppo composto da otto donne e un uomo, ha fatto incursione nella corsia ospedaliera. L’assalto con spintoni, strattonamenti e minacce contro medici e infermieri, è stato innescato dalla notizia della morte di un familiare, una 68enne napoletana ricoverata da diversi giorni e deceduta sabato notte, come riporta Il Mattino. Dopo meno di un’ora dalla comunicazione del decesso ai parenti della paziente, è stata messa in atto la spedizione punitiva del gruppetto di familiari che hanno forzato i controlli della vigilanza privata nel presidio, intrufolandosi fino al quarto piano. Durante il blitz violento che ha provocato anche il danneggiamento di un macchinario per misurare i parametri vitali dei pazienti, si è verificato il decesso di un altro ricoverato in Medicina d’Urgenza.
IL RAID
«L’ospedale ha prontamente allertato i familiari che invece di recarsi al presidio per capire cosa fosse accaduto e dare l’ultimo saluto alla persona cara, si sono presentati in massa con la volontà di sfasciare tutto e picchiare medici e infermieri». Con queste parole il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli ha denunciato pubblicamente l’aggressione raccontando che «gli operatori sanitari sono stati costretti a rifugiarsi, letteralmente barricandosi, nel reparto di Medicina d’Urgenza». Il gruppetto di otto donne e un uomo, che erano riusciti a raggiungere il quarto piano dell’ospedale, hanno forzato la porta d’ingresso del reparto, scagliandosi con spintoni e strattonamenti contro medici e infermieri. In preda alla rabbia, i parenti della donna hanno rotto un macchinario medico e mentre i sanitari cercavano di allontanarsi, sono sopraggiunte le guardie giurate del presidio e, successivamente, i carabinieri allertati dal personale ospedaliero. I militari del Nucleo Radiomobile e della stazione Vomero hanno identificato gli aggressori, denunciandoli per danneggiamento, minacce e interruzione di pubblico servizio.
IL SECONDO DECESSO
La 68enne, secondo quanto affermato dai sanitari, sarebbe morta per complicanze sopraggiunte su una condizione clinica già fortemente compromessa. I parenti della donna, invece, hanno depositato una denuncia presso la caserma dei carabinieri del Vomero per far accertare eventuali responsabilità mediche. A parte il fascicolo aperto dai magistrati, sono state attivate anche indagini interne da parte della direzione sanitaria del Cardarelli sia per la morte della donna che di un secondo paziente. Gli accertamenti dei magistrati e dei vertici ospedalieri, dunque, riguarderanno anche l’ipotesi, per ora non supportata da alcuna denuncia, che medici e infermieri per difendersi dagli aggressori non abbiano potuto fornire adeguata assistenza all’uomo deceduto proprio durante il blitz di violenza. Per il secondo decesso di quella notte «la dinamica va chiarita nel più breve tempo possibile», Bruno Zuccarelli, presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli ha chiesto di «accertare la possibilità che questa aggressione abbia giocato un ruolo nella morte di un altro paziente che in quel momento aveva bisogno di assistenza».
IL CARDARELLI
Sull’ennesimo «gravissimo episodio di aggressione al personale sanitario» Borrelli ha chiesto «pene severissime e il ripristino delle stazioni di polizia all’interno dei pronto soccorso, come primo vero ed efficace deterrente contro atti a dir poco vergognosi». Un coro di solidarietà nei confronti dei sanitari e della loro sicurezza è partito da tante associazioni, come Nessuno Tocchi Ippocrate da e politici, come Barbara Preziosi, coordinatrice provinciale per Napoli di Italia Viva («non è possibile che quanti sono in prima linea, pronti a spendersi per salvare delle vite e prendersi cura della gente, debbano rischiare di tornare a casa massacrati di botte»), ma soprattutto da Giuseppe Longo, direttore generale del Cardarelli. «Ci troviamo ancora una volta a denunciare un caso di violenza nei confronti dei nostri sanitari nonostante il loro impegno e gli innumerevoli esempi di buona assistenza, specie in questo ultimo anno» ha affermato Longo definendo l’aggressione un «atto indegno perché rivolto contro medici e personale sanitario che è continuamente in trincea». «A tutto il personale sanitario va la solidarietà dell’intera azienda ospedaliera – ha concluso il direttore generale – siamo pronti a costituirci parte civile».

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