Quantcast

Maiori, Gerardo Russomando: “Esiste il diritto al bagno gratis?”

Più informazioni su

Maiori, Gerardo Russomando: “Esiste il diritto al bagno gratis?” Riportiamo di seguito le parole dell’ex assessore di Maiori, in Costiera Amalfitana, Gerardo Russomando:

Esiste il diritto al bagno gratis?
Con l’inizio dell’estate, in costiera amalfitana, ed in particolare a Maiori, ritorna sul tavolo della politica il tema del diritto al bagno gratuito per i residenti.
Una volta le lotte erano per il diritto al lavoro ed alla casa.
Oggi le cose sono cambiate e lo scenario è sempre di più quello di realtà di paesi che lentamente invecchiano, le nuove nascite si diradano e nei supermercati la scaffalatura dedicata ai prodotti per animali di affezione cresce.
Lo spazio delle spiagge è rimasto più o meno sempre lo stesso, anzi, l’offerta complessiva di ombrelloni, in tempi di pandemia, si è pure ridotta di un buon 30%.
Ma puntuale la questione ritorna ed una parte delle opposizioni incalza: vogliamo maggiore spazio di spiaggia libera riservata ai residenti, e magari anche attrezzato a spese del Comune, ma gratis oppure, al massimo, a prezzi politici.
Al di là della inevitabile demagogia, il tema merita un approfondimento, se non altro per capire in che direzione muoversi come priorità per il futuro dei nostri paesi.
La costiera amalfitana vive di turismo a carattere prevalentemente stagionale.
Poi, nel caso di Maiori, ma non solo, quello che prevale è l’aspetto della balneazione.
E questo fenomeno economico gira attorno a due punti fondamentali: i letti e gli ombrelloni.
Certo esistono anche i turisti pendolari che arrivano al mattino e vanno via la sera, ma quelli comunque girano attorno agli ombrelloni.
Quindi, tutto il resto dell’economia e’, in qualche modo, l’indotto dei letti e degli ombrelloni che pure, a loro volta, fanno parte del sistema economico complessivo.
Ma, diversamente dall’industria, dove ci sono macchine, nel nostro caso sono tutte attività di servizi “labour intensive”.
Perciò, i posti di lavoro che si generano, seppure prevalentemente a carattere stagionale, sono considerevoli rispetto anche ai fatturati.
Pertanto, parlare di modificare in meglio la percentuale di spiaggia da dedicare ai residenti, in nome del “diritto al bagno”, vuol dire, giocoforza, ridurre le presenze, ovvero le entrate, e di conseguenza i posti di lavoro, del nostro sistema economico basato sul turismo balneare.
Ce lo possiamo permettere? Io dico di no.
Ecco perché, a mio modesto avviso, la politica tutta farebbe cosa buona e giusta se, invece, cominciasse a concentrarsi su come evitare di assistere nel giro di pochi anni, a causa della denatalità, alla scomparsa dei nostri paesi come realtà vive.
Certo sopravviveranno, ma solo come località turistiche.

Più informazioni su

Commenti

Translate »