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Lettere, all’asilo i bambini vivaci legati alla “sedia delle punizioni”

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Lettere, all’asilo i bambini vivaci legati alla “sedia delle punizioni”. A raccontarci tutti i dettagli è Elena Pontoriero in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis. 

Bisogna fare i bravi altrimenti le maestre ti fanno sedere sulla “sedia camomilla” e ci resti fin quando non ti calmi. Sulla sedia ci vanno soltanto i bambini cattivi. Una punizione orrenda che per una intera classe di un asilo di Lettere veniva giustificata dalle due maestre, tanto che gli amichetti delle due piccole vittime si erano convinti: «Li fanno sedere perché sono cattivi. Loro fanno i cattivi e devono stare sulla “sedia camomilla” fino a quando non fanno i bravi».

E sulla sedia della vergogna i bambini di appena cinque anni, ma anche meno, non erano soltanto costretti a stare seduti, ma addirittura erano bloccati con del nastro adesivo intorno alle mani, con il viso rivolto verso una parete.

Tutto questo orrore è stato scoperto da due mamme che hanno iniziato a notare comportamenti inconsueti nei loro figli, perché i piccoli hanno cominciato a evidenziare disturbi del sonno, oltre a non trattenere i bisogni. Un chiaro segnale di regressione rispetto alla loro età. «Cosa è la sedia camomilla?» hanno chiesto i genitori dei piccoli alunni e la risposta è stata quella che nessun genitore avrebbe mai voluto udire: «E’ la sedia dove le maestre mettono un mio amico che deve calmarsi» e alla domanda successiva, «Perché fanno sedere il tuo compagno sulla sedia camomilla? E’ la sua?» un piccolo testimone risponde: «Sì, quella sedia è sua. Deve stare lì per calmarsi».

Più precisa poi arriva la spiegazione di un altro bimbo che davanti agli occhi ha sicuramente ben viva la scena: «La sedia camomilla è per il bimbo che fa il cattivo e la maestra lo mette in punizione. Lo mette con lo scotch. Gli lega le mani, ma solo ai bimbi cattivi, a me no perché sono buono». Un racconto choc, fatto con la leggerezza di chi ingenuamente crede che quelle punizioni siano “normali” e che siano dirette solo a quei compagni di classe che sono “veramente” cattivi, messi da parte dai coetanei per non diventare come loro.

La denuncia

Ovviamente di normale in questa orribile vicenda non c’è nulla. E’ così, raccolte le testimonianze dei bimbi sottoposti alla pratica punitiva, due in particolare, i genitori hanno presentato denuncia, nel 2019, avviando l’indagine che ha portato sotto inchiesta le due maestre dell’asilo, A.C. e M.S. Entrambe accusate di maltrattamenti aggravati, in concorso, sui minori. Le due docenti, di cui una recentemente andata in pensione con tutti gli onori, sono state incastrate proprio dai piccoli testi che, in ogni particolare, hanno raccontato quanto accadeva nell’aula di quell’asilo nel corso di un incidente probatorio. In quell’aula i bimbi terrorizzati cercavano di non «far arrabbiare le maestre» per evitare di finire a loro volta legati «con lo scotch», per un tempo indefinito, stabilito dalle insegnanti.

Il procedimento

Le due maestre sono state iscritte nel registro degli indagati e il fascicolo, affidato al pm Alessandra Riccio, è arrivato sulla scrivania del gip Valeria Campanile, prima, per poi passare nelle mani della collega Emma Aufieri. Prove schiaccianti raccolte dalla procura di Torre Annunziata sulle due insegnanti, di 63 e 61 anni, assistite dagli avvocati Anna Amendola e Amato Del Giudice. Poco prima dell’inizio della pandemia, tra gennaio e febbraio del 2020, i due bambini vittime dei maltrattamenti sono stati più volte ascoltati, ovviamente in modalità assistita, presso strutture specializzate e hanno raccontato al consulente la stessa orrenda storia. L’incidente probatorio, poi, svolto dalla dottoressa Monica Romei, ha confermato l’orrore vissuto in quella classe dell’asilo di Lettere. Ora i genitori dei piccoli alunni chiedono «giustizia e severe punizioni per le maestre violente».

Mamme-coraggio, costituitesi parte civile e seguite dagli avvocati Gaetano Fontana e Mario Gentile, che non si sono mai arrese e attendono adesso la sentenza. Le due maestre imputate hanno deciso di patteggiare la pena di 1 anno e 8 mesi a testa, per le evidenti risultanze dell’incidente probatorio. E adesso si attende solo il deposito della sentenza che chiuderà questa brutta storia. Per restituire a quei piccoli la tranquillità perduta, invece, servirà purtroppo molto più tempo.

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