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La “terra del fuoco”: Salerno flagellata dagli incendi

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La “terra del fuoco”: Salerno flagellata dagli incendi. Ce ne parla Alessandro Mosca in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno. Non chiamatela “terra dei fuochi” ma “terra del fuoco”. Perché i dati sono eclatanti. Inquietanti. Spaventosi. Emergono dal Piano triennale per la prevenzione degli incendi della Regione Campania che svela gli impegni di Palazzo Santa Lucia per combattere un fenomeno diffusissimo d’estate, a cui non si riesce proprio a dare una frenata. E che, soprattutto, rivela i dati degli ultimi anni sui roghi accertati in tutto il territorio che va da Sessa Aurunca a Sapri. Numeri che condannano la provincia di Salerno che, nel 2020 più che in passato, è stata letteralmente devastata dalle fiamme. Basta un dato del report per tutti per rappresentare la gravità di quanto accaduto: il 50% degli incendi boschivi dello scorso anno è avvenuto nel Salernitano. Uno su due. Numeri da paura.

I dati. Nel 2020, su tutto il territorio regionale, gli Enti preposti hanno registrato 2.273 incendi che hanno danneggiato 3.203 ettari di bosco e altri 1.880 di varie tipologie di vegetazione come pascoli, aree incolte o colture agrarie. In pratica, la superficie boscata totale percorsa dal fuoco è raddoppiata rispetto all’anno precedente: nel 2019, infatti, furono “soltanto” 1.572 gli ettari di area boscosa percorsi dal fuoco. In provincia di Salerno, nel 2020, si sono registrati 984 incendi boschivi – di questi ben 838 su sono registrati fra il primo luglio e il 30 settembre – , quasi la metà di tutta la Campania: nel dettaglio, il fuoco ha tagliato 1705 ettari di superficie boscata e 435 di superficie non boscata (2141 ettari di terreno “bruciati”). C’è da considerare anche la base di partenza di queste analisi: la superficie forestale nel Salernitano è di 230.419 ettari pari al 46,5% del territorio provinciale. In pratica, nel solo 2020, è andato in fumo lo 0,74% del “verde” presente fra Scafati e Sapri.

Le macchie “rosse” sulla cartina. Negli atti pubblicati da Palazzo Santa Lucia, vengono allegati numerosi documenti, anche grafici, che descrivono la situazione degli ultimi anni, soffermandosi in particolare sul 2020. Ed è inquietante pure ciò che emerge dalla “mappa” regionale relativa alla densità degli incendi e alla distribuzione degli eventi sul territorio: le uniche “macchie rosse” – che, secondo la leggenda, indicano la frequenza più alta di roghi – sono nel Salernitano: il colore che “condanna” la provincia appare nell’Agro Nocerino Sarnese, nel territorio di confine fra Salerno, la Valle dell’Irno e i Picentini e a Centola.

Le indagini dell’Arma. La somma delle informative prodotte nel tempo dai carabinieri forestali fa emergere ancora di più l’emergenza roghi nel Salernitano. E sottolinea, come se ce ne fosse ulteriore bisogno, che dietro gli incendi che in particolare d’estate (agosto e settembre sono i mesi più “caldi”) flagellano il territorio ci sia la mano dell’uomo. Basta fare un confronto con i report dei precedenti due anni. Nel 2019, in totale, in provincia di Salerno i carabinieri forestali hanno avviato attività investigative su 203 roghi: per quattro è stata appurata la causa naturale, 12 sono stati classificati come “involontari”, sei restano in dubbio e 38 non classificabili. Ben 143, invece, sono registrati come episodi di natura “volontaria”, pari al 70% del totale. Numeri che sono ancora peggiorati lo scorso anno dove i militari hanno lavorato su ben 335 roghi, 132 in più rispetto ai dodici mesi precedenti. Di questi, nessuno è di causa naturale, 13 sono “involontari”, 3 dubbi e 51 non classificabili. La mano dell’uomo, secondo le indagini dei carabinieri, si è “nascosta” dietro 268 roghi, ovvero l’80% del totale. In pratica, quattro incendi su cinque sarebbero stati di natura dolosa.

La classifica che condanna. La Regione, inoltre, nel Piano per la prevenzione degli incendi, stila pure una graduatoria dei Comuni della Campania più colpiti dai roghi. Da notare come, tra i primi 10 centri con maggior numero di incendi, sette appartengono al territorio della provincia di Salerno: tra questi il comune di Sarno è quello con la maggiore quantità di ettari boschivi interessati dove sono andati in fumo 91,12 ettari di bosco a fronte di 34 eventi incendiari. Al primo posto per superficie boschiva bruciata vi è il Comune di San Lorenzello, in provincia di Benevento, con sei eventi e 270 ettari bruciati. Ma poi “comanda” il Salernitano: sul podio seguono – rispettivamente con 164,60 e 145,70 ettari boschivi interessati dal fuoco – i Comuni di Camerota e San Giovanni a Piro, nel cuore del Cilento.

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