Quantcast

La Missione Aliya Bet 1945-1948 e il contributo delle navi italiane foto

Più informazioni su

    Il titolo: La Missione Aliya Bet 1945-1948 e il contributo delle navi italiane. Aliya Bet è il nome in codice dato alla missione di immigrazione clandestina degli ebrei sopravvissuti all’Olocausto, che partì dall’Europa, dove erano dispersi, per dirigersi nella Palestina mandataria tra il 1934 e 1948.
    Questo movimento fu guidato da una grande donna italiana: Ada Sereni (sposata a un ebreo che non ritrovò mai).
    In quel periodo succedeva che da parte dei britannici era stato fissato un tetto massimo per il rientro in Israele degli ebrei sopravvissuti. Questo perchè gli arabi non volevano gli ebrei in terra di Palestina.
    Così la parte residua di ebrei avrebbe dovuto continuare a vivere internati nei campi, sebbene non criminali come quelli dei nazisti.
    L’obietto di Ada era di riportare tutti gli ebrei “a casa”.
    Il ruolo degli italiani fu fondamentale: aiutarono gli ebrei fornendo viveri, supportandoli o ancora mettendo a disposizione dell’Agenzia ebraica i mezzi per tornare.
    Ora vengo a perché io: facendo ricerche sulla mia famiglia, anni fa, trovai testimonianze che riguardavano mio nonno Mario Starita e scoprii che lo storico navale – con doppia laurea a Yale e ad Harvard – Silverstone aveva pubblicato dei libri con delle splendide ricostruzioni di questo segmento di storia, venendo ad attribuire 3 navi di mio nonno, armatore, alla vicenda Aliya Bet.
    Ho scritto a lui e all’istituto ISREC, l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea della provincia di Savona, nei cui libri un altro storico (ahimè deceduto) A. Restelli citava mio nonno.
    Così via via mi sono addentrata nelle ricerche, ho scoperto i nomi che gli ebrei avevano dato alle navi di nonno, come Kadima, tutti nomi di speranza e di resurrezione per loro.
    Ho reperito alcuni dialoghi degli ebrei sulle navi.
    Ho conosciuto l’editore di Proedi, Andrea Jarach, ebreo della famosa famiglia Jarach, che ha perso 8 persone di famiglia in Aushwitz e non appena gli ho fatto il mio cognome mi ha detto: “Conosco benissimo le navi dell’armatore Mario Starita” e mi ha mandato alcune foto con il carico di ebrei sopra. E’ nata quindi una amicizia, un affetto e una collaborazione.
    Ho raccolto l’invito di A. Restelli che riporto alla prima pagina del libro che “chiunque avesse delle notizie in più le riportasse” e per la parte esclusivamente di competenza della mia famiglia cosi ho fatto.
    Lo avevo in mente da tre anni ma la pandemia costringendomi a casa mi ha dato il momento esatto.
    Ho portato anche delle piccole precisazioni storiche, ad esempio si credeva che le navi fossero tutti pescherecci come la più famosa Exodus del film con Paul Newman mentre invece quelle di nonno erano adibite alla navigazione mercantile e ho riportato alcune precisazioni sui nomi, ad esempio il nome di una nave in onore alla mia bisnonna Raffaelluccia, è negli archivi di Haifa registrato come Rafael Luccia. Ad Haifa a Cipro vi erano altri campi per gli ebrei proprio perché si preferiva fermarli pur di non farli arrivare in Israele…cosi la Raffaelluccia o Kadima fu dirottata lì ma poi gli ebrei riuscirono a spostarsi.
    A tutto ciò ho aggiunto una mia poesia “Al di là del filo” in onore agli ebrei nei lager.

    La scrittura è in forma di diario, le persone me lo hanno definito snello, accattivante, appassionante, una pagina tira l’altra, avvincente.
    Gli obietti sostanziali sono: far conoscere un pezzo di storia poco noto a livello internazionale, far conoscere il contributo della penisola, le navi erano del cantiere di nonno a Piano, intrecciare la storia familiare di Starita di Piano, e l’amicizia tra me (Italia) e l’editore Jarach (Israele) a suggellare una amicizia che ha legato e aiutato i due popoli.
    Il libro è attualmente presente in Amazon con un estratto in Amazon.it https://www.amazon.it/dp/B094R62MQ2/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=M&dchild=1&keywords=rosalisa&qid=1620835881&sr=8-1
    e sul sito dell’editore Andrea Jarach, dove si scarica il pdf:

    La Missione Aliya Bet 1945-1948 e il contributo delle navi italiane


    non abbiamo optato per il cartaceo, cosi anche il costo è piccolo: 6,9 eu.

    Più informazioni su

      Commenti

      Translate »