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La memoria della Napoli del Seicento nei racconti di Raffaele Messina

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La memoria della Napoli del Seicento nei racconti di Raffaele Messina

La memoria della Napoli del Seicento nei racconti di Raffaele Messina

Il volumetto “Masaniello innamorato e altri racconti” di Raffaele Messina, edito da Colonnese nella collana tascabile “Specchio di Silvia”, dal 6 maggio 2021 è disponibile in libreria e in tutti gli store on line. I tre racconti che lo compongono sono ambientati nella Napoli del Seicento, all’epoca la città più popolosa d’Italia, pulsante di vita e con una stracciante stratificazione sociale tra i nobili arroccati nei propri privilegi e i popolani affogati nella fame e nell’ignoranza. Soprattutto i “lazzari”, lo strato sociale più povero e reietto, vivevano una difficile esistenza di miseria ed espedienti. La dominazione spagnola nel Regno di Napoli esercitava una insostenibile pressione sul popolo, che viveva stremato da miseria e fame e stritolato da tasse, dazi e gabelle a non finire, persino sugli alimenti di necessario consumo. La realtà storica di quegli anni emerge nei racconti del professor Messina con veridicità, smalto, freschezza e ironia. I testi, veloci, vivaci, brillanti, con testo italiano e inglese a fronte, restituiscono tutta la forza, la passione, la disperazione e l’energia della vita nella Napoli del tempo. Veri protagonisti di questo affresco appassionante e colorito, il popolo napoletano e la Città stessa, i sapori e le voci dei vicoli, i lazzari e i nobili che si confrontano, le piazze, i monumenti, lo splendore della natura, del mare e del luminoso golfo sormontato dal Vesuvio. Nel primo racconto, un giovane lazzaro si nutre di odori e fantasia, non potendo accedere ad altro; nel secondo, un medico si confronta con i capricci di una signora dell’aristocrazia e l’avidità del suo maggiordomo; nell’ultimo, viene esplorata la dimensione privata del celebre Masaniello, quando si presenta, secondo la tradizione dell’epoca, con i regali a casa della bella Bernardina Pisa, la futura moglie, per incontrarne la famiglia per la ‘sagliuta’, il fidanzamento ufficiale. Tommaso Aniello d’Amalfi, conosciuto come Masaniello (Napoli, 29 giugno 1620 – Napoli, 16 luglio 1647) è uno dei personaggi storici più rappresentativi della storia di Napoli del ‘600: è stato il principale protagonista della rivolta napoletana che vide, dal 7 al 16 luglio 1647, la popolazione della città insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo. La violenta protesta fu scatenata nel popolo sfinito dall’introduzione di una nuova tassa sulla frutta. Personaggio carismatico e trascinatore, il pescivendolo ha incarnato nella storia di Napoli il mito dell’eroe giovane, bello e giusto che lotta per i diritti del popolo contro i soprusi e la prepotenza dei governanti, una sorta di Robin Hood in difesa dei più deboli e nemico delle disparità sociali. Per placare la protesta il rappresentante del governo spagnolo a Napoli, il viceré, concesse a Masaniello una costituzione popolare e lo elesse Capitano generale del fedelissimo popolo napoletano. Ma, in una delle pagine più fosche della storia del Mezzogiorno, raggirato e tradito da quelli che lui riteneva i suoi amici, i suoi compagni, debilitato dal digiuno e dallo stress, ben cosciente della congiura che si stava organizzando ai suoi danni, Masaniello venne avvelenato dalla rosa spina e, ai primi segni di squilibrio, fu catturato e ucciso a colpi di archibugi. Fu successivamente anche oggetto di leggende negative, volte a sminuire la forza, la generosità e la lealtà nei confronti del popolo, e quindi anche la sua portata rivoluzionaria. Ma all’autore interessa più il ritratto umano del personaggio, di giovane popolano innamorato e idealista, che quello storico, di eroe immortale che entra nella leggenda scrivendo una pagina indimenticabile nelle vicende della città.

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