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Greenpeace Italia: Lasciamo ai nostri figli un pianeta vivibile!

Napoli – “Lasciamo ai nostri figli un pianeta vivibile” questo lo slogan degli attivisti di Greenpeace Italia mentre simbolicamente versano “sangue” sui propri corpi durante la performance del flash mob tenutosi in Piazza Municipio, immagine forte, che turba, il sangue è il motore biologico del nostro corpo e della nostra mente, versarne anche solo una goccia inficia il futuro nostro e quello di chi verrà dopo di noi. Extinction Rebellion Napoli e Napoli Climate Save (info:/www.facebook.com/napoliclimatesave/) chiedono un’azione urgente ed efficace contro i cambiamenti climatici e l’uso del gas fossile. Ieri mattina erano insieme a Greenpeace Italia in Piazza Municipio a manifestare: “Abbiamo chiesto che il Recovery Plan fosse una vera spinta alla transizione, ma per ora vediamo solo finzione ecologica. Si continuano a concedere permessi estrattivi e trivelle in Adriatico, si continua a scegliere strade di “valorizzazione dei rifiuti”, incenerimento e finto riciclo, si continua a fondare la risposta energetica su gas, carbone e fonti fossili, si continuano a finanziare allevamenti ed agricoltura intensive, si continua ad inondare i mercati e le nostre vite di finti bisogni soddisfatti con migliaia e milioni di oggetti in plastica usa e getta. Intanto anche gli accordi di Parigi vengono accantonati e divengono irraggiungibili.Una passata di “verde”, di “sostenibile”, di “ecologico”, un po’ di greenwashing e il pericolo “cambiamento climatico” sparisce. Non è così e non lo sarà neppure per la nostra città che ha bisogno di impegni coraggiosi per i territori, per le comunità, per l’aria, il mare e la terra. Se vogliamo continuare a vivere su questo Pianeta dobbiamo cambiare e dobbiamo farlo ORA!” Considerando le emissioni di gas serra associate all’estrazione, alla produzione, al trasporto e alla distribuzione di gas, gli scienziati sono arrivati alla conclusione che nell’intero ciclo di vita il gas può inquinare quanto il carbone, se non di più. Non solo il processo di liquefazione e trasporto di gas è ad alta intensità energetica, ma le perdite di metano (un gas serra 86 volte più potente della CO2 nel breve termine) che si verificano abitualmente dalle infrastrutture del gas sono significativamente sottovalutate. Alcuni mesi Greenpeace Italia ha pubblicato uno studio dal titolo  “Italia 1.5” (https://www.greenpeace.org/italy/rapporto/11763/italia-1-5/), che mostra la strada per abbandonare davvero gas, petrolio e carbone e rendere così l’Italia un paese in linea con gli Accordi di Parigi. Abbiamo dimostrato come una rivoluzione energetica che porti l’Italia a emissioni zero non è solo tecnicamente possibile, ma anche conveniente: questa transizione sarà infatti a costo zero nel breve periodo (2030) grazie ai risparmi legati alle mancate importazioni di combustibili fossili, e nel lungo periodo il saldo economico sarà ampiamente positivo. Lo stesso varrebbe per l’occupazione: con il PNIEC approvato dal governo si prevede la creazione di circa 100 mila posti di lavoro al 2030, mentre con un forte investimento sulle energie rinnovabili si potrebbero creare oltre 160 mila nuovi posti di lavoro nello stesso periodo di tempo. Il gas fossile non è necessario per la affidabilità della rete. Le soluzioni di stoccaggio dell’energia e gestione della domanda stanno diventando competitive con gli impianti di gas di picco (i cosiddetti peaker) per il bilanciamento delle reti elettriche. Secondo uno studio realizzato da Wood MacKenzie, un gruppo di ricerca internazionale specializzato sul tema dell’energia, le batterie potrebbero presto sostituire tutti i peakers a gas e si prevede che l’elettrificazione dei trasporti e degli edifici contribuirà ulteriormente a soddisfare le aspettative di affidabilità della rete. Nuove infrastrutture per il gas fossile provocherebbero l’aumento delle emissioni per decenni. I piani di produzione globale di gas già in corso di realizzazione comportano il superamento del 70 per cento del budget globale di carbonio, ossia il totale di CO2 che possiamo ancora emettere per rispettare la soglia di 1,5°C. Se costruiamo nuovi impianti e infrastrutture per il gas fossile ci sono solo due alternative, una peggiore dell’altra. O li usiamo, e quindi per decenni continueremo ad aggiungere gas serra all’atmosfera, devastando il clima del Pianeta, o non li usiamo, con perdite ingenti per l’economia e per i contribuenti che spesso (inconsapevolmente) finanziano questi progetti. Per questo è fondamentale che questi investimenti sbagliati non vengano effettuati affatto. Infine gli attivisti di Greenpeace Napoli, entrando nello specifico, chiedono che il Comune di Napoli s’impegni a ridurre le emissioni climalteranti a zero entro il 2025 e che la cittadinanza venga coinvolta nei processi decisionali riguardanti l’ambiente attraverso assemblee cittadine. “Di fronte alla prospettiva dell’estinzione, l’unica strada è la ribellione” Extinction Rebellion Napoli (info:   https://extinctionrebellion.it/).

a cura di Luigi De Rosa

(le foto a corredo dell’articolo sono tratte dalla pagina www.facebook.com/GreenpeaceNapoli)

Generico giugno 2021

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