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Fondazione Ravello nel caos, per il Presidente spunta il nome dell’ex sindaco Paolo Imperato o ritorna la Bove

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Fondazione Ravello nel caos, per il Presidente spunta il nome dell’ex sindaco Paolo Imperato o ritorna la Bove . Ora dopo la magra figura internazionale, sicuramente l’unica cosa certa in questa vicenda ancora da chiarire in tutti i dettagli, fra Scurati, il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca, l’annullamento della conferenza stampa a Napoli e il bailamme di quella che è considerata la più importante manifestazione della Costiera amalfitana e , nel suo campo, fra le migliori d’ Europa.

Positanonews ha anticipato tutti sulla vicenda, poi è successo di tutto e di più, ci manca solo l’intervento di Draghi e stiamo a posto. E’ evidente, come abbiamo scritto, che nessuno in questo momento ci metterà la faccia facilmente, ma serve andare avanti, firmare i contratti, insomma non è che un ente può andare avanti senza un rappresentante. L’ipotesi più scontata è quella di un commissario, ma anche l’avvocato Paolo Imperato, come consigliere anziano, che sarebbe un assist di De Luca a Di Martino che sostanzialmente ha dato torto a Scurati in questa vicenda, supportando così De Luca in una situazione abbastanza ingarbugliata, ma immaginiamo che le opposizioni non staranno a guardare, visto che si vota fra poche settimane. Insomma occhi puntati su Ravello ne vedremo delle belle

Ad avanzare delle ipotesi è la brava collega del Mattino di Salerno Erminia Pellecchia
Mancano 11 giorni al taglio del nastro del «Ravello festival» numero 69 e si naviga a vista in acque agitatissime. Il programma della storica rassegna, tornata al suo core business wagneriano, disegnato dal direttore artistico Alessio Vlad, aprirà l’1primo luglio con l’esibizione, sul palco del belvedere di Villa Rufolo, della Deutsches Symphonie-Orchester Berlin diretta da Kent Nagano, al pianoforte Mari Kodama. I primi due grandi nomi di un cartellone scandito, fino al 28 agosto, in trenta eventi che alternano personalità di spicco nel panorama musicale internazionale come Valery Gergiev, Charles Dutoit, Igor Levit, Juan Diego Flòrez, Lawrence Brownlee e Michael Spyres, Stefano Bollani a formazioni giovanili affermate come l’Orchestra Cherubini e la Gustav Mahler Jugendorchester, con qualche incursione nel jazz.
Ma è caos totale. Il palinsesto, costruito con difficoltà e a ritmi veloci, è a rischio: le dimissioni di Antonio Scurati da presidente della Fondazione Ravello disegnano scenari inquietanti. Sì, perché, il vero problema, al di là dello scontro dello scrittore napoletano con il governatore della Campania Vincenzo De Luca con i pesanti risvolti politici e culturali derivanti, è di natura amministrativa. La domanda di queste ultime ore, infatti, è: in assenza del rappresentante legale dell’ente, chi può firmare, in sua vece, i contratti con gli artisti? Un caso che il nuovo statuto, approvato con le modifiche a novembre dello scorso anno, non prevede e su cui ci si dovrà confrontare in tempi record per trovare la soluzione più idonea per non far saltare il tradizionale appuntamento con un festival amato dagli appassionati di classica e che fa da attrattore a un turismo, soprattutto straniero e che sta tornando a frequentare la costiera amalfitana, legato all’immagine di Ravello città della musica.
Una meteora Scurati, così come lo è stato Francesco Maria Perrotta, la cui nomina ai vertici della Fondazione, annunciata il 14 aprile, fu stoppata dopo neanche due giorni. Improbabilme un ripensamento del Premio Strega 2019, dopo i toni assunti dalla polemica, che hanno travalicato i confini italiani accendendo un dibattito sull’ipotetica «censura» contro l’invito a Stefano Boeri, Roberto Saviano, Roberto Speranza (un architetto, uno scrittore e il ministro della Salute). «Aveva partecipato al primo incontro del nuovo cdi della fondazione», insiste dall’interno il jazzista Stefano Giuliano, «poteva tranquillamente indicare i nomi in quella sede e metterli sul tavolo della discussione, invece di trasmetterli l’indomani al presidente del consiglio Lorenzo Lentini». Come a dire che se di questione democratica si tratta, l’autore di
M sarebbe sul tavolo degli imputati, e non la vittima.
Non circolano al momento nomi di intellettuali che potrebbero avere il gradimento del presidente della Regione che come recita l’articolo 7 deve procedere, sentito il sindaco di Ravello, all’investitura del presidente della fondazione, che è, tra l’altro, anche presidente del cda. Insistente, invece, è la voce del ritorno di Almerina Bove come commissario straordinario, visto che ha tenuto le redini dell’ente per quasi tre anni e con Vlad ha avviato anche il cartellone del «Ravello festival 2021». Qualche giurista e ce ne sono di avvocati e notai all’interno del cdi e del cda ipotizza anche un facente funzione nella figura del consigliere anziano Paolo Imperato. Oggi un vertice di cdi che potrebbe essere decisivo: «Affronteremo il problema», assicura Giuliano, «il festival viene al primo posto, dobbiamo trovare un accordo, sicuramente c’è un’alternativa possibile, in attesa della nomina di un nuovo presidente».

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