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Farewell: un racconto di Nino Ragosta per riflettere sull’amore e l’addio

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Farewell: un racconto di Nino Ragosta per riflettere sull’amore e l’addio

Farewell: un racconto di Nino Ragosta per riflettere sull’amore e l’addio

“Farewell. Un racconto”, è il delizioso mini-libro di Agostino Ragosta da poco uscito in libreria e su tutti gli store on line, il 13 maggio 2021, per l’Editore Colonnese nella Collana “Specchio di Silvia”. “Farewell” significa “Addio” ed è questo il tema portante del pregnante racconto: la storia della vita di uomo è raccontata con delicata leggerezza, a partire dal primo amore e il doloroso addio, mai veramente dimenticato, che ne decretò la fine. L’amore è la prospettiva emotiva per leggere il dipanarsi dell’esistenza del protagonista, che incontriamo adolescente all’inizio del racconto e maturo alla conclusione, ma sempre aperto alle emozioni che fanno di ogni addio un arrivederci, una speranza di un nuovo inizio, pur nella lacerazione della separazione e nell’amarezza del fallimento. Il racconto delinea tre passaggi della vita del personaggio. C’è l’adolescenza, con il giovane alle prese con gli affetti basilari, i genitori, la casa, ma già proteso verso i nuovi contesti di vita, gli amici, gli interessi, le ragazze, che gli impongono i compiti di crescita che segnano il passaggio nell’età adulta, quali la separazione dal mondo protetto dell’infanzia, l’emancipazione dalle figure genitoriali, la conquista di una sempre maggiore autonomia, l’investimento sul mondo esterno, la costruzione della propria identità. E’ proprio l’innamoramento la modalità attraverso cui l’adolescente, come fa il protagonista dell’opera, si cimenta con i suoi compiti evolutivi di crescita. L’autore tratteggia con rara sensibilità il ritratto del nascere di un sentimento di dirompente intensità, carico di speranza, idealizzazione, insicurezza, fragilità e sofferenza come sanno esserlo le emozioni in quell’epoca della vita, calandolo nei contorni, nei profumi e nei ritmi degli anni ’80, che conferiscono al racconto un sapore di velata nostalgia. Poi il racconto vira sugli anni dell’età “di mezzo”, in cui il tempo sembra iniziare a correre veloce, e tutto quello che prima era promessa, dubbio, incertezza, accade e si consuma. E’ l’età del giovane adulto, delle scelte definitive, della forza e sicurezza in se stessi. E degli amori adulti, consapevoli e furiosi. L’autore racconta, con poche magistrali pennellate, le difficoltà di costruire relazioni stabili e felici in questi tempi accelerati e distratti, sebbene l’esigenza, profondamente umana, della relazione d’amore, non sia cambiata, essendo naturale e necessaria per l’essere umano. E infine, dopo tanto amare e lottare, il protagonista si trova alla soglia della maturità, di nuovo solo, ferito, ma ancora bisognoso di incontro, vicinanza, condivisione, appartenenza, scambio, sostegno, accoglimento, passione. E’ un’epoca particolare dell’esistenza, dopo i 50 anni. Sembra che si sia dimostrato ormai quanto si valeva, si siano fatte le proprie esperienze e raggiunti sufficienti livelli di maturità e tranquillità e invece…quante cose ancora si vorrebbero fare, quanta vita si sente ardere dentro, con la consapevolezza e la paura che il tempo potrebbe non bastare! E quante sensazioni di vuoto, tristezza e disorientamento, che fanno ripiombare nelle fragilità antiche credute ormai sepolte. Per il protagonista del racconto di Ragosta, è l’occasione per confrontarsi con un rimpianto serbato dentro sin dall’adolescenza e mai risolto che, nel finale, suona come un sorprendente colpo di scena. Come solo la vita sa fare.

 

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