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Droga in Penisola Sorrentina: prove contro i pusher, i clienti vip hanno confessato

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Droga in Penisola Sorrentina: prove contro i pusher, i clienti vip hanno confessato. A fornirci tutti i dettagli è Salvatore Dare in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis. Clienti vip, di quelli che fanno una vita agiata, ostentandola pure sui social network. Imprenditori, professionisti e commercianti della penisola sorrentina. E che nel corso delle indagini sono stati pizzicati più volte dagli investigatori. Così, quando hanno temuto che potessero finire anche loro nel mirino degli inquirenti, hanno confermato sia di essere assidui consumatori di sostanze stupefacenti sia di rifornirsi presso i corrieri di Scanzano, a Castellammare di Stabia, spesso ospitati in penisola sorrentina per le consegne.

E’ questo uno dei retroscena dell’inchiesta della Procura di Torre Annunziata e che ha portato all’arresto di Francesco e Amedeo Marzullo, padre e figlio di 61 e 33 anni, di Castellammare di Stabia, da qualche giorno agli arresti domiciliari dopo l’operazione eseguita dagli uomini del commissariato di polizia di Sorrento. Difesi dall’avvocato Francesco Schettino, nel corso delle prossime ore sosterranno l’interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Torre Annunziata Mariaconcetta Criscuolo. I presunti spacciatori non sono stati incastrati soltanto dagli elementi raccolti “sul campo” dagli agenti di polizia che, diretti dal vicequestore aggiunto Nicola Donadio, continuano a lavorare sodo – assieme alle altre forze dell’ordine – per frenare l’arrivo di fiumi di droga in penisola sorrentina. Pesano a loro carico innanzitutto numerose intercettazioni telefoniche. Nei 45 episodi di cessione di droga in cambio di soldi – per un valore degli stupefacenti, marijuana e cocaina, stimato in oltre 3mila euro – evidentemente vengono ricostruiti tutti gli incontri, i contatti e le mediazioni tra i Marzullo e i propri fedelissimi clienti. Di questi, ve ne sono almeno cinque sul taccuino degli inquirenti. Le loro richieste, spesso anche pressanti, sono state puntualmente registrate da Procura di Torre Annunziata e poliziotti. E stando anche all’ordinanza di custodia cautelare, emergono alcuni dettagli molto interessanti. Ascoltati durante l’inchiesta, messi dinanzi all’evidenza dei fatti, non hanno potuto fare altro che confermare ai poliziotti di essere abituali assuntori di sostanze stupefacenti e, soprattutto, di acquistare marijuana e cocaina da padre e figlio di Scanzano.

Ovviamente, a questo punto, i clienti non rischiano di essere indagati ma è chiaro che hanno temuto conseguenze di carattere giudiziario.

Diretta dal sostituto procuratore Emilio Prisco, l’inchiesta ha portato anche al sequestro di 7,7 grammi di cocaina e 30,6 grammi di marijuana. Un quantitativo non proprio robusto, evidentemente, ma che, stando ai calcoli effettuati dai poliziotti di Sorrento, avrebbero garantito un discreto incasso di contanti, parti a tremila e duecento euro. Sotto la luce dei riflettori degli agenti del commissariato di Sorrento, in particolare, diverse consegne di sostanze stupefacenti tra gennaio e febbraio scorsi.

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