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Chiarimenti sull’assegno unico figli 2021. Di che si tratta e chi ne ha diritto

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Il primo luglio parte l’assegno unico figli 2021, ma sono tanti i dubbi sull’argomento. In cosa consiste? Chi ne ha diritto? Qual è l’importo corrisposto? Molto esaustivo l’articolo del giornalista Nando Santonastaso su “Il Mattino” che riporta i chiarimenti di Claudio Turi, in collaborazione con l’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli, risponde Claudio Turi.

L’assegno unico per i figli è un sussidio mensile per i nuclei familiari con figli minorenni a carico, che varia in base al numero dei figli e alla situazione economica familiare attestata dall’Isee. Gli importi corrisposti vanno da un minimo di 30 euro ad un massimo di 217,80 euro per ogni figlio, con una maggiorazione prevista in caso di figli con disabilità. Si tratta di una misura “ponte” per il periodo che va da luglio a dicembre 2021, in attesa dell’entrata in vigore delle disposizioni sull’assegno unico e universale che partirà nel 2022 e sostituirà a tutti gli effetti gli assegni per il nucleo familiare attualmente corrisposti solo ad alcuni lavoratori.

Potranno usufruire dell’assegno coloro che non hanno diritto agli attuali assegni per il nucleo familiare, come i titolari di partita iva o i disoccupati non indennizzati, con un Isee non superiore ad euro 50.000 annui. Bisognerà inoltre avere i seguenti requisiti: essere cittadini italiani o di uno stato membro dell’Unione europea, titolari di diritto di soggiorno oppure cittadini di uno Stato non appartenente all’Unione europea con permesso di soggiorno Ue; essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia; essere residenti e domiciliati in Italia con figli a carico sino al diciottesimo anno di età; essere residenti da almeno due anni, anche non consecutivi o, in alternativa, essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

L’assegno è compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza, al quale sarà però sottratta la quota relativa ai figli minori. In questo caso l’assegno sarà corrisposto congiuntamente e con le stesse modalità del reddito di cittadinanza.

In caso di coniugi separati con affido condiviso dei minori, l’assegno sia ripartito al 50% tra i genitori. In alternativa è da ritenere che, in mancanza di diverso accordo, l’assegno spetti al genitore affidatario.

Il bonus “ponte” è previsto per il periodo che va dal 1° luglio al 31 dicembre 2021 e decorre dal mese di presentazione della domanda secondo modalità che saranno definite dall’Inps entro il 30 giugno. Se la domanda è presentata entro il 30 settembre 2021 si ha però diritto a percepire le mensilità arretrate a partire da luglio.

Fino alla fine del 2021 resteranno in vigore tutti gli altri sussidi e facilitazioni fiscali previsti. Tuttavia, l’obiettivo dell’assegno unico e universale che entrerà successivamente in vigore è quello di sostituire gradualmente tutte le altre misure a sostegno delle famiglie, quali gli assegni ai nuclei familiari, il bonus bebè, il premio alla nascita, le detrazioni per i figli a carico.

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