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Cava de’ Tirreni: manifattura contesa, il progetto è a rischio

Cava de’ Tirreni: manifattura contesa, il progetto è a rischio. A fornirci tutti i dettagli è Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno. Restituzione alla città del complesso edilizio dell’ex Manifattura Tabacchi, resta l’incognita sul futuro dell’immobile che blocca non solo i progetti di riqualificazione ad esso destinati, ma anche il programma di housing sociale collaterale alla frazione Maddalena. Un filo sottile che ancora deve essere dipanato e che rischia di mettere a repentaglio tutta la rete di progetti che, con il nuovo Puc e le garanzie, anche economiche, arrivate dalla Regione Campania, sono stati avviati dall’amministrazione in termini di riqualificazione urbana del centro e della periferia. Si torna a discutere, dunque, di restituzione dell’ex Manifattura di viale Crispi alla città, anche alla luce di una serie di interventi di manutenzione ordinaria portati a compimento di recente. Fondata nel 1845 e trasferita nel 1912 in viale Crispi, la Manifattura Tabacchi, con una cessione gratuita all’Ente tabacchi, nel 1900, sarebbe dovuta tornare automaticamente nelle proprietà del Comune in caso di sospensione dell’attività, come nel 2002.

L’edificio, però, non è mai stato restituito, dando adito a una serie di vertenze ancora in corso. I progetti della passata amministrazione prevedevano un accordo che assegnava al gruppo “Maccaferri” l’area retrostante l’edificio storico, dove la società avrebbe realizzato degli appartamenti, mentre al Comune sarebbe andato l’edificio storico. La transazione incontrò fin da subito l’opposizione del comitato “Malc Manifattura alla città”, schierato per la restituzione in toto del complesso immobiliare. Le garanzie, a tal riguardo, erano anche arrivate dal presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca , che a gennaio 2020, in città, aveva fatto riferimento proprio all’immobile conteso: «Il Comune sta cercando di rilevare una parte di quell’area per far edilizia sociale – aveva detto il presidente – . Ovviamente indispensabile, come sempre, l’intervento della Regione per finanziare questo programma di riqualificazione urbana che dunque coinvolgerà la Manifattura Tabacchi, il Comune e la Regione». Pochi mesi dopo era stato disposto lo stanziamento dei fondi (circa 6,5 milioni di euro) che prevedevano, però, di dirottare il progetto al Borgo Maddalena, anziché all’ex Manifattura.

A fronte di tale situazione, il comitato “Malc”, attraverso il presidente Bruno Todisco , ha riacceso i riflettori sulla vicenda e protocollato un sollecito a Palazzo di Città con una nota nella quale si chiede non solo al sindaco Vincenzo Servalli di accelerare le procedure per la risoluzione del contenzioso che vede contrapposti il Comune e la società che detiene ancora l’immobile (ossia la “Manifatture Sigaro Toscano spa”), ma anche di capire quali siano effettivamente i rischi che la città corre, visti i piani già delineati per la riqualificazione, qualora i tempi per addivenire a una soluzione siano ancora lunghi.

«Abbiamo chiesto al sindaco un incontro per discutere della questione – spiega Todisco – . Vogliamo sapere a che punto siano le trattative circa la restituzione ai cavesi del bene comune e luogo identitario del tessuto storico, urbanistico e culturale cittadino, costituito proprio dall’edificio dell’ex Manifattura di viale Crispi. Attendiamo anche riscontri su quale concreta progettualità e programmazione abbia predisposto l’amministrazione al fine di allocare nella consistenza storica da recuperare, come più volte annunciato, gli uffici comunali e la contestuale realizzazione del parco urbano, così come è previsto dagli strumenti urbanistici che sono stati approvati».

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