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Cava de’ Tirreni, bufera dopo le parole di Luigi Petrone: «Aborto peggio della Shoah»

Cava de’ Tirreni, bufera dopo le parole di Luigi Petrone: «Aborto peggio della Shoah». Ce ne parla Giuseppe Ferrara in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano La Città di Salerno. Luigi Petrone è nella bufera e ora rischia la poltrona. L’ex francescano, che si è spogliato del saio per vestire i panni di politico, da candidato sindaco e poi da consigliere di minoranza, si lascia andare a dichiarazioni forti sull’aborto che potrebbero avere ripercussioni sulla sua carriera politica. Petrone, nel corso di un’intervista fiume rilasciata all’emittente televisiva Rtc Quarta Rete , si è schierato fortemente contro l’interruzione di gravidanza. «L’aborto è peggio dell’Olocausto – ha dichiarato in tv Petrone – . È la cosa più grave che ci possa essere e chi lo fa non ha la dignità di donna o di uomo, perché sono entrambi colpevoli». E il ricordo dei tempi da frate: «Ho lottato molto contro l’aborto, ho salvato diverse vite e sono felice oggi di poter parlare con un ragazzo di 25 anni che non sarebbe dovuto esistere perché la mamma voleva abortire. Chi siamo noi per avere il diritto di scegliere se un altro essere umano debba vivere o morire? Siamo degli assassini. Nella mia vita da sacerdote ho confessato per ore e ore, ho assolto delinquenti, spacciatori, prostitute. Solo il peccato dell’aborto non l’ho mai assolto. Chi lo pratica non vive più in serenità perché ha ucciso un bambino innocente. È un gesto vergognoso che ti fa perdere la dignità».

Parole che non hanno lasciato indifferenti gli ascoltatori e soprattutto quanti, quotidianamente, si battono per i diritti delle donne e la tutela delle pari opportunità. Ed è stata proprio la consigliera Filomena Avagliano , presidente della commissione consiliare Pari Opportunità, a puntare il dito contro Petrone e condannare le sue dichiarazioni. «Queste parole sono inaccettabili e la criminalizzazione delle donne che scelgono di abortire è una mistificazione bieca e meschina. Le donne che scelgono di abortire non sono assassine, né poco di buono. Paragonarle

a naziste che non meritano di essere assolte è inaccettabile e lesivo della loro dignità. Ferma condanna per chi dice di aver assolto venditori di morte ma di essersi rifiutato di assolvere chi abortiva». La Avagliano ha fatto sapere che, con le associazioni, sta preparando un documento per chiedere le dimissioni di Petrone.

In serata il commento del sindaco Vincenzo Servalli : «Un gruppo di giovani studenti mi chiede un’opinione sulle dichiarazioni di Petrone in riferimento alla possibilità di una donna di scegliere, così come disciplinato dalla legge, l’aborto, senza per questo essere considerata una nazista o una assassina. Un paragone inaccettabile, Petrone farebbe bene a scusarsi per le parole utilizzate. Una parte della nostra città a l’ex fra Gigino ha sempre perdonato tutto e così farà anche oggi». C’è chi sta con Petrone: «Ho già intravisto – dice il sindaco – qualche commento che riduce la cosa ad esempio di schiettezza o altre ridicole amenità, altri che esprimono solidarietà e sostegno al consigliere, altri ancora che semplicemente condividono il suo pensiero. È una Cava ancora minoritaria e tocca anche alle giovani generazioni impegnarsi per fare in modo che rimanga tale. Continuerò la mia battaglia perché prevalga una città civile».

“Potere al Popolo” sulle barricate: «Quelle di Petrone sono affermazioni che colpiscono duramente tutti noi, sono ideologie espresse con termini forti e inopportuni che ci riportano indietro al Medioevo – il duro j’accuse di Davide Trezza – . Non possiamo assistere a teatrini del genere, personalità come la sua recano solo danno alla città».

A difendere l’ex francescano, invece, è il suo braccio destro ed esponente politico de “La Fratellanza”, Massimo Buchicchio : è stato delegato proprio da Petrone. «Nessun attacco specifico alle donne – ha detto Buchicchio – . Petrone ritiene che nessuno abbia il diritto a sopprimere una vita. Le istituzioni non sono state capaci di attuare la parte migliore della legge, che parla di promuovere e sviluppare servizi socio- sanitari e altre iniziative per evitare che l’aborto sia usato ai fini di limitare le nascite».

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