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Cava de’ Tirreni: ambulanze obsolete, la denuncia dei sindacati

Cava de’ Tirreni: ambulanze obsolete, la denuncia dei sindacati. Ce ne parla Simona Chiariello in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

Mezzi obsoleti, immatricolati da poco meno di venti anni e con più di trecentocinquantamila chilometri percorsi. Nonostante le continue sollecitazioni per il rinnovo, il parco macchine dell’ospedale di Cava, come del resto anche gli altri presidi dell’Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona resta lo stesso e cioè datato. Tanto da spingere i rappresentanti sindacali della Cisl-Fp a lanciare l’allarme, condito anche da un pizzico di ironia: «L’unica cosa positiva – dichiara ironicamente il delegato del Santa Maria dell’Olmo, Giovanni Lopez – è che a breve saranno degli automezzi d’epoca e molto probabilmente avranno un apprezzamento diverso se verranno dati in permuta per l’acquisto di nuovi automezzi». Ironia a parte, a detta dei sindacalisti il problema esiste e ne spiegano anche le ragioni. «Lo stato di obsolescenza degli automezzi del parco macchine dell’Azienda ospedaliera è evidente, ma nonostante tutto i mezzi continuano ad essere utilizzati – dichiarano i delegati Rsu Cisl-Fp e i segretari aziendali degli stabilimenti del Ruggi, Raffaele Iannone, Gaetano Biondino, Gaetano Tortora, Vito Pumpo, Bonaventura Di Pietro, Antonio Guariglia, Giovanni Lopez, Pino Panzuto e Giuseppe De Chiara – La questione riguarda tutto il parco, ma per il presidio di Cava i due mezzi in dotazione (un Mercedes del 2003 ed un Ducato del 2005) oltre ad essere vecchi e datati hanno percorso centinaia di migliaia di chilometri. Il primo addirittura oltre 370mila».

IL CONDIZIONAMENTO E ancora precisano: «Generalmente gli automezzi vengono sostituiti dopo i 100mila chilometri, ovvero dopo cinque anni, ma gli automezzi in dotazione sono tutti immatricolati tra i 16 e i 18 anni. Infatti anche le ambulanze in dotazione a Castiglione di Ravello hanno problematiche analoghe. Sono del 2005 e sia quella di tipo A che quella di tipo B hanno raggiunto entrambe quasi 200mila chilometri e in considerazione della particolare conformazione del territorio della Costiera Amalfitana tale stato può gravemente condizionare la tutela di lavoratori ed utenti». E concludono: «È sicuramente una questione che riguarda tutte le strutture e tutti gli automezzi in dotazione, e siamo certi che i dirigenti del settore avranno innumerevoli volte sollevato la problematica invitando a sostituire gli automezzi». Intanto questa mattina alle 9.30 è prevista la manifestazione, organizzata dal Comitato Civico Antonio Civetta, per protestare contro la mancata riapertura del reparto di rianimazione, chiuso dal primo dicembre scorso per fornire personale medico ed infermieristico al presidio Covid Da Procida di Salerno. Il corteo partirà da piazza Duomo ed arriverà al Santa Maria dell’Olmo.

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