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Castellammare di Stabia: ambulanza bloccata, i medici arrivano a piedi

Castellammare di Stabia: ambulanza bloccata, i medici arrivano a piedi. A raccontarci la vicenda è Tiziano Valle in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis. Un’anziana si sente male, ha bisogno di aiuto. I familiari chiamano il 118 e l’ambulanza in pochi minuti riesce a raggiungere la zona di piazza Orologio. Arrivati sul posto, in pochi minuti, i soccorritori si rendono conto che non c’è spazio per passare. Tante le auto in sosta selvaggia, troppo strette le strade per tentare manovre con l’ambulanza. Però c’è fretta d’intervenire. Alla fine per tentare di raggiungere velocemente l’abitazione dell’anziana che ha chiesto l’intervento dei sanitari, non resta che parcheggiare l’ambulanza in via Bonito e percorrere circa 300 metri a piedi fino in via Santa Caterina nonostante il carico di bombole di ossigeno e strumenti necessari per prestare soccorso.

Medici e infermieri vengono quasi scortati da alcuni residenti sotto le arcate borboniche e fino all’abitazione dell’anziana. Per fortuna le condizione di salute della donna sono meno gravi di quanto si potesse temere e l’assistenza prestata dai soccorritori evita qualsiasi conseguenza. «Ma cosa sarebbe accaduto se i sanitari avessero dovuto fare i conti con un caso più grave?» È questa la domanda che porgono i residenti del centro antico di Castellammare di Stabia. Quello di ieri mattina è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi, che talvolta hanno visto anche i soccorritori costretti a percorrere centinaia di metri a piedi con una barella per raggiungere l’ambulanza.

Una questione di sicurezza che torna puntualmente d’attualità in una zona della città che lamenta da sempre gli scarsi controlli e chiede maggiore attenzione. Il problema della sosta selvaggia e del caos nel quartiere è stato più volte sottolineato da associazioni e residenti, soprattutto in relazione alla necessità di garantire lo spazio di manovra dei mezzi di soccorso, quando si necessita del loro intervento. Una criticità che non è stata mai risolta, nonostante qualche tentativo di installare dissuasori e paletti ai margini delle strade.

Un problema comune anche ad altre zone della città, in particolare in via Nocera, dove capita spesso – soprattutto nei fine settimana – che i mezzi di soccorso restino imbottigliati nel traffico per molto tempo, ritardando l’intervento. L’episodio più eclatante, in tal senso, si verificò nella notte del pestaggio al carabiniere in villa comunale dello scorso agosto, quando l’ambulanza impiegò quasi 40 minuti per raggiungere il militare ferito.

Criticità che nel centro antico si vive quasi quotidianamente e dove solo per caso e un pizzico di buona sorte, fino ad oggi, non si è consumata una tragedia a causa del ritardo dell’arrivo dei soccorsi che purtroppo è determinato da inciviltà e scarsi controlli.

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