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Caldo e caos in ospedale del Mare col ventilatore. A Napoli e a Salerno attese sotto il sole per vaccini poi finiti

Caldo e caos in ospedale del Mare col ventilatore a Napoli e a Salerno attese sotto il sole per vaccini poi finiti temperature bollenti all’interno dei reparti e del pronto soccorso dell’Ospedale del Mare. L’aria è talmente calda che le strumentazioni del laboratorio di analisi sono andate in avaria ma a pagare più di tutti, le conseguenze della mancata attivazione dell’aria condizionata, sono i sanitari e soprattutto i pazienti assistiti nel presidio nato con l’ambizione di essere un ospedale hi-tech.
Nel viaggio tra le corsie della mega struttura ospedaliera più all’avanguardia di Napoli, non è stato solo il malcontento dei ricoverati a esplodere con proteste e richieste d’aiuto ma anche soluzioni fai da te. Ecco alcuni esempi. «Ho chiesto ai miei familiari di farmi arrivare un ventilatore perché non riuscivo neanche a dormire la notte», ha spiegato un anziano che ieri commentava insieme al compagno di stanza «il clima tropicale», del reparto di Neurochirugia.

A SALERNO

Dopo le proteste già registrate il 2 giugno, di nuovo ritardi, file sotto al sole cocente e disagi alla postazione mobile di vaccinazione realizzata nell’area pip della cantieristica. A mandare in tilt il sistema organizzativo l’esaurimento dei vaccini e il solito mancato rispetto degli orari di convocazione. In tanti, come già accaduto in passato, seppur in lista per il pomeriggio si presentano durante la sessione mattutina. Torna a salire, intanto, il tasso di incidenza, che si attesta al 4,9 per cento. Sono 28, su 566 test processati, infatti, i tamponi positivi comunicati ieri dall’Unità di crisi.
Confusione alla postazione mobile di Capitolo San Matteo, a causa dell’esaurimento delle fiale, che ha provocato diverse ore di attesa col gran caldo di ieri. A poco è servita la pensilina per le tante persone in attesa in cerca di un riparo dal sole cocente. La situazione si è normalizzata solo nel pomeriggio, quando sono arrivate altre dosi. A far saltare il sistema organizzativo messo in piedi dall’Asl anche il solito mancato rispetto degli orari di convocazione. In tanti, seppur in lista per il pomeriggio, si presentano durante la sessione mattutina. Già il 2 giugno scorso si verificarono disagi simili, a causa di un problema nella fase di scongelamento delle fiale, che provocò due ore di attesa sotto al sole e l’intervento delle forze dell’ordine per far rientrare le proteste. Le stesse chiedevano l’installazione di ombrelloni per garantire un percorso coperto, soprattutto in vista dell’arrivo del gran caldo estivo.

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