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Agerola e Praiano al voto, la rivoluzione dei vice e…

Questo 2021 accompagnerà al voto diversi Comuni del comprensorio, alcuni potenzialmente uniti da un filo conduttore derivante da varie similitudini nelle dinamiche che precedono e precederanno la campagna elettorale.

Tra questi spiccano Agerola e Praiano, due Comuni dove i due vicesindaci uscenti hanno annunciato la propria volontà di candidarsi alla carica di Primo Cittadino. Sono rispettivamente un uomo ed una donna, Andrea Buonocore ed Annamaria Caso, entrambi provengono da esperienze complesse nella gestione di una fase molto delicata della vita civica delle comunità in cui operano ed entrambi destinati a spaccare e sfidare le maggioranze di cui hanno fatto parte.

Il primo, agerolese DOC e fra i pilastri della  maggioranza guidata da Luca Mascolo, contestualmente all’annuncio della sua discesa in campo ha anche annunciato la rottura con i suoi ormai ex compagni di viaggio, rassegnando le proprie dimissioni da vicesindaco ed assessore.

La seconda, notissima sportiva tra i pionieri del running in Costiera, ha pubblicamente palesato la sua ambizione a rivestire la carica di sindaco di Praiano “non in alternativa ma in sinergia”, frase dietro alla quale si nasconde a fatica l’intenzione di pescare quanto più possibile tra i componenti dell’attuale maggioranza consiliare e tra i consensi di Giovanni Di Martino la cui sicurezza non è mai stata così in bilico, anche per via delle note vicende giudiziarie che lo hanno investito.

In linea con la logica, Buonocore ha voluto rassegnare le dimissioni, oltre che per iniziare a marcare un territorio, anche per dare all’elettorato un segnale di coerenza. Non si può infatti pretendere di continuare a restare in giunta dopo che si è annunciata la propria volontà di essere concorrente della partita elettorale in divergenza con la maggioranza del gruppo.

Annamaria Caso non è arrivata ancora a tanto, ma  è lecito pensare che lo farà presto. Anche perché non si comprenderebbe come ella possa pensare di impensierire un sindaco attualmente in carica e forte di un’esperienza più che decennale, anni di lavoro in cui sono maturati degli inevitabili rapporti di forza da cui è semplice intuire quanto “potere contrattuale” ne possa derivare.

I giochi sono aperti, adesso sì che si fa sul serio.

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