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WWF e Carabinieri Forestali, in vista della bella stagione, spiegano come comportarsi con la fauna selvatica

Roma – Il WWF Italia detta le linee guida in vista della bella stagione sul comportamento più corretto da tenere quando lungo i sentieri ci si imbatte in un animale selvatico. La bella stagione offre maggiori possibilità di incontrare fauna selvatica, sia in ambienti naturali che in città. A volte si tratta di animali che a prima vista ci appaiono in difficoltà. Può essere però un’impressione ingannevole e non sempre è opportuno intervenire. Per quanto possiate essere animati dalle migliori intenzioni, il vostro intervento può infatti creare un danno enorme all’animale. Prima di commettere errori bisogna chiedersi se è davvero necessario prestare soccorso o se è invece meglio limitarsi a osservarlo da lontano (Ricordate, ad esempio, la balena grigia nelle acque di Sorrento inseguita e accarezzata? Questo è quello che non si deve fare! Il cetaceo è stato spaventato, inoltre sulle nostre mani sono presenti batteri che trasmessi sulla pelle della balena possono nuocere alla salute della stessa, il coronavirus ci dovrebbe aver insegnato qualcosa sull’importanza della pulizia delle mani). Dunque, tornando alla fauna selvatica, cosa bisogna fare quando troviamo un animale selvatico? In primo luogo Carabinieri Forestali e WWF ricordano che la fauna selvatica è protetta e che ne è vietata la detenzione. Il recupero deve essere finalizzato al ritorno alla vita in natura ed è per questo sempre meglio contattare le autorità locali prima di improvvisare un intervento.
In concreto: quando ci si imbatte in un animale selvatico che appare ferito o in difficoltà bisogna evitare di avvicinarsi subito, restando invece a debita distanza e osservando la situazione da lontano per capire se ci sono effettivamente difficoltà e per valutare se e come intervenire. In linea generale interferire può essere necessario solo quando si vedono animali feriti, sanguinanti, particolarmente deboli o, nel caso degli uccelli, con ali rotte, oppure che siano esposti a pericoli evidenti come il traffico veicolare. In questo periodo dell’anno si incontrano spesso pullus (nidiacei solo parzialmente impiumati) la cosa migliore è trovare il nido, che non dovrebbe essere troppo lontano, e riporlo lì o, se il nido non si dovesse trovare, fornirne uno alternativo con una scatola senza coperchio, da sistemare sull’albero più vicino. Se invece l’uccello ha già le piume, saltella, ha gli occhi aperti e non presenta ferite, non bisogna toccarlo: il piccolo sta provando a rendersi indipendente e i genitori sono nei dintorni. Solo se ci fossero situazioni di pericolo come la presenza di cani e gatti o se l’animale fosse in mezzo a una strada trafficata, si può valutare lo spostamento in una zona più sicura nelle immediate vicinanze, come una siepe o il ramo di un albero. In entrambi i casi si può poi aspettare, a distanza, l’arrivo dei genitori; soltanto se non dovessero tornare, l’uccello va soccorso e portato in un centro di recupero utilizzando una scatola con dei fori. Particolare è invece il caso di rondini e rondoni che se avvistati a terra sono in genere in difficoltà e vanno recuperati. I piccoli di mammiferi non vanno invece mai neppure toccati, anche se apparentemente soli o indifesi: basta infatti un contatto anche minimo per imprimere l’odore dell’uomo e rischiare che la madre, quasi sempre nei paraggi, non gli si avvicini più. Questo significa condannare gli animali che crediamo di soccorrere a una vita in cattività, un rischio che corrono in particolare i cuccioli di cervo e capriolo spesso nascosti nell’erba alta, protetti dal loro mantello mimetico, in attesa che la madre torni ad allattarli. Bisogna lasciare il piccolo dove è stato trovato, se ci sembra ferito o abbiamo la certezza che la madre non possa più occuparsene, è sempre meglio contattare telefonicamente un centro di recupero per ricevere informazioni e consigli invece di improvvisare un intervento che potrebbe essere deleterio. In tutti i casi in cui si renda davvero necessario intervenire e laddove non sia possibile provvedere al recupero e alla liberazione dell’animale in piena autonomia è bene ricordare che la legislazione regionale vigente prevede che per il soccorso si possono chiamare l’ASL Veterinaria, i vigili urbani, la polizia provinciale e i carabinieri forestali e i vlontari del  WWF per il coordinamento.
• Decalogo essenziale
• 1) Prima di intervenire è sempre meglio osservare la situazione da una certa distanza, chiedendosi se sia davvero il caso di raccogliere l’animale e, se sì, quale sia il modo migliore per prenderlo.
2) NON TOCCATE MAI I PICCOLI DI CAPRIOLO o altri “falsi orfani”, e non asportate nidi o uova.
3) MAI ridurre in cattività un animale selvatico per tenerlo “da compagnia”.
4) Non somministrate MAI alcun tipo di farmaco di vostra iniziativa.
5) Non lasciate mai un animale selvatico libero per casa o nell’abitacolo dell’auto.
6) Non alloggiate mai un animale selvatico insieme a cani, gatti, o altri animali domestici di proprietà.
7) In presenza di un selvatico, muovetevi lentamente e parlate a bassa voce.
8) Per un animale selvatico, una coccola è un’aggressione: toccateli il meno possibile!
9) Non improvvisate i pasti: una dieta errata può ucciderli!
10) Non affidate MAI un animale selvatico a un bambino: entrambi possono farsi molto male.
a cura di Luigi De Rosa

Generico maggio 2021

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