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Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni: “Tu sì ‘na cosa grande!”

Riportiamo la bellissima riflessione pubblicata dall’ Ufficio Catechistico Diocesano Amalfi – Cava de’ Tirreni sulla propria pagina Facebook: «Carissimi/e catechisti/e, fratelli e sorelle, se siamo adulti ricordiamo certamente la canzone dell’indimenticato D. Modugno; se invece siete più giovani penso che almeno qualche volta l’avrete ascoltata. Comunque tanti di noi grazie a quelle note struggenti per intensità di passione emotiva certamente hanno sognato, cantato e pure ballato. Ora state calmi e calme, non vi preoccupate, non ho intenzione di far diventare l’Amato del nostro cuore un cantante moderno, ma sono pronto solo ad accennare, quasi appena bisbigliando, che il Maestro dica ancora ad ognuna e ognuno, secondo il testo del Vangelo di questa sesta domenica di Pasqua, lo stesso concetto del titolo di questa romantica canzone: tu sei grande! Tu vali! Io ti ho scelto, cioè, ti ho pensato e ti penso dall’eternità e ti ho scelto per fare grandi cose e come per i discepoli, anche per te su questa terra non ho dormito, vegliando una notte intera prima di chiamarti: quindi tu sei tanto alto spiritualmente che puoi essere come Me, amare come Me, parlare come Me. Ma Gesù, ci verrebbe da dire di primo acchito, hai visto bene, io sono tanto limitato/a, io ho tante povertà, sei sicuro, ci hai visto bene? Mi sembra che anche a queste nostre sincere parole Egli non si arrenda e imperterrito ribatte con dolcezza e tenerezza: figlio mio e figlia mia, guardati dentro, scruta in te le potenzialità che hai nell’anima e per intero nella tua persona, credici, tu cristiano e cristiana sei Me, sei un altro e un’altra Me. Perciò tu puoi e quindi osa, sii coraggioso/a, ma soprattutto abbi fede. Da giovani poi certamente abbiamo studiato “dei Sepolcri” di U. Foscolo, carme attraverso cui l’autore neoclassico esprime il desiderio profondo e la speranza intima di ogni uomo di non morire e di continuare a vivere dopo la morte almeno nel ricordo dei propri cari. Carissimi e carissime, mi sembra che, su un piano misticamente diverso chiaramente, anche il Maestro Gesù si rivolga ai suoi discepoli poco prima di donare la sua esistenza per noi, con la consapevolezza che Egli continuerà a vivere in mezzo a loro e nel Suo Corpo che è la Chiesa, se la Sua famiglia sarà animata dall’amore reciproco e fraterno; anzi Egli ce lo dona come comandamento, come unico comandamento, in un clima di grande chiarezza, semplicità ed impegno. L’altro e l’altra ti riguardano, ci sta dicendo Gesù e tu puoi testimoniare che Mi ami se ami il tuo prossimo, se intrecci la tua vita con la sua con legami robusti e inossidabili come l’acciaio; ancora: se nel mio Corpo, che è la Chiesa, così imposterete le vostre relazioni, quelle con il marchio D.O.C. dell’amore Mio, Io sarò ancora presente e vivo in mezzo a voi, vivrò insieme, attraverso e dentro di voi, compiacendomi di voi; anzi questo deve essere il vostro unico ideale: il resto conta molto relativamente; e se cercherete di vivere così, quando Io me ne sarò andato, vi donerò il Mio Spirito con la capacità di amarvi con questo stile e solo con la Sua presenza voi sarete capaci di amare come Me, fino a donare la vita. Lasciate perdere perciò, ci sta dicendo Gesù, quello che non conta, e ciò che è solo superficiale, esteriore; non pensate di imitarMi, come in una commedia, soltanto attraverso gesti liturgici belli ma vuoti, perché non abitati da questa sostanza e da questo contenuto. Ed infine grazie Gesù, perché con questo comando Tu hai messo il marchio D.O.C sul vino-amore, troppe volte annacquato e venduto sul mercato come tale: quanti amori nati già senza effervescenza e forza, purtroppo diffusi come veri e pagati pure ad alto prezzo. No, no, non comprate per favore, dice a noi il Maestro di tavola, lasciate che Io trasformi la vostra acqua in vino e poi amatevi come Io ho amato voi.

Don Luigi, servo portatore di vino D.O.C.».

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