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Strada per il Faito da Castellammare, al via i lavori. Che sia la volta buona?

Castellammare di Stabia / Vico Equense ( Napoli ) . Strada di Faito chiusa da anni, si rimette in moto la macchina dei lavori per riaprirla. In pochi chilometri si arriva da Castellammare in vetta, ma ormai è vietato percorrerla e anche pericoloso visto la stato in cui si trova tra voragini e dissesto. Al via da oggi le attività di rilievo per il consolidamento del costone della montagna e la messa in sicurezza di tutta la viabilità che conduce al Faito. Dopo l’approvazione della progettazione definitiva ed esecutiva per il dissesto idrogeologico, prendono il via i sondaggi stratigrafici e le prove di laboratorio, per effettuare un’indagine conoscitiva dello stato attuale del costone e posizionare correttamente le opere idrauliche, al fine anche di rifunzionalizzare la strada di accesso al Faito. Ci vorranno ancora mesi prima di appaltare i lavori che ne permetteranno la riapertura, ma intanto Cimmino rivendica il risultato: “La nostra amministrazione ha recuperato i 10 milioni di euro che in passato erano stati rispediti indietro al Ministero. Ed ora portiamo gradualmente avanti un percorso avviato in sinergia con la Regione Campania, per mettere in sicurezza il Faito e la strada di Quisisana”. Che sia la volta buona? Non è la prima volta che si prova ad avviare i lavori per questa strada poi, chissà perchè , non vanno avanti. Qualcuno parla di interessi della camorra che non vuole renderla accessibile per coltivare i propri interessi, qualcuno parla di ignavia o motivi politici. Moltissimo hanno fatto la Regione Campania e il Presidente del Parco dei Monti Lattari Tristano Dello Ioio, Positanonews , che segue la Costiera amalfitana e Penisola sorrentina da 16 anni quotidianamente, ha potuto vedere come Dello Ioio principalmente si sia attivato in tal senso , e non solo, in iniziative per la promozione del Faito, ma anche per la tutela, con le perplessità per le installazioni della Terna per potenziare l’energia elettrica dell’ Enel , che sarebbero di impatto paesaggistico notevole,  con la sua relativa vicinanza al WWF e Italia Nostra , e distante da Gennaro Cinque, rompeva le uova nel paniere ad alcuni interessi, motivo per cui parte della politica stabiese avrebbe voluto disarcionarlo , ma anche per l’ambiente e il turismo . Comunque fra il dire e il fare c’è di mezzo la vera volontà politica che ancora non abbiamo visto finchè i lavori non si faranno davvero e il collegamento con il Faito sarà realizzato..

 

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