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Sport, Raffaele Acone dalla penisola sorrentina l’unico atleta paralimpico alle finali del sitting volley

Sport. Dall’11 al 13 giugno si svolgeranno le finali per l’assegnazione dello scudetto a Peschiera del Garda. Tra i numerosi atleti, anche Raffaele Acone. Raffaele è un atleta paralimpico della penisola sorrentina, che prenderà parte alla competizione nella sua squadra di Salerno.

La formula prevede che le finaliste saranno divise in due gironi da tre, le prime due classificate della fase a pool si affronteranno nelle semifinali incrociate. Domenica 13 giugno, invece, sarà la volta delle gare che assegneranno le medaglie.

I match validi per il 3°-4° posto e 1°-2° posto, in programma domenica rispettivamente alle ore 10 e alle ore 12, saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YouTube della Federazione Italiana Pallavolo.

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Il programma gare

12/06

Ore 9 prima partita pool A (campo 1) e Pool B (campo 2); ore 10:30 seconda partita pool A (campo 1) e Pool B (campo 2); ore 12 terza partita pool A (campo 1) e Pool B (campo 2)

Fase finale

12/06

Finale 5°-8° posto (ore 16)

Semifinali 1°-4° posto (ore 18)

13/05

Finale 3°-4 posto (ore 10)

Finale 1°-2° posto (ore 12)

Gli accoppiamenti delle partite avverranno al termine della fase a pool che terminerà con le gare in programma domenica 30 maggio a Brembate di Sopra (Girone A).

Cos’è il sitting volley?

Il Sitting Volley è uno sport inclusivo derivato dalla pallavolo, inventato nei Paesi Bassi nel 1956/57 come sport adattato per la pratica sportiva delle persone con disabilità.

Consiste in una pallavolo giocata stando seduti sul pavimento, con il campo più piccolo e con la rete più bassa. Il giocatore che tocca la palla deve trovarsi con le natiche a contatto con il pavimento nel momento in cui tocca la palla. Per la sua particolarità, il Sitting Volley ha la caratteristica di favorire l’integrazione sociale delle persone con disabilità, dato che può essere praticato senza distinzione da diverse categorie di diversa abilità (amputati, poliomielitici, paraplegici, cerebrolesi) e al tempo stesso anche da soggetti normodotati, non richiedendo l’utilizzo di strumenti specifici come le sedie a ruote. Pertanto può essere considerato uno sport “open”, dato che nella stessa squadra possono trovare spazio soggetti  normodotati e soggetti diversamente abili.

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