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Sorrento, ombre sulle elezioni comunali del 2020

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Sorrento, ombre sulle elezioni comunali del 2020. Un durissimo esposto, molto dettagliato, che solleva nuove ombre sulla regolarità delle elezioni di Sorrento dello scorso ottobre. E’ quello finito nelle ultime ore sulle scrivanie del ministro dell’interno Luciana Lamorgese e del Guardasigilli Marta Maria Cartabia. A firmare la denuncia è ancora una volta il dottor Bruno Morelli: si tratta di un parente delle vittime della tragedia del primo maggio 2007 che vennero uccise dal crollo di una gru in piazza Sant’Antonino.

Morelli ritiene da tempo che le elezioni Comunali 2020,che hanno visto trionfare l’attuale sindaco Massimo Coppola, siano da annullare poiché Marco Fiorentino –eletto consigliere comunale di opposizione ma successivamente non proclamato dalla commissione elettorale – non avrebbe potuto candidarsi. Motivo? Proprio la condanna definitiva incassata per la tragedia del primo maggio 2007: Fiorentino, nelle vesti di imputato, è stato riconosciuto colpevole dalla Cassazione già nel 2015. Una condanna che ha procurato l’incandidabilità.

La vicenda Fiorentino e il rischio di annullare le elezioni sono già oggetto di due contenziosi. Il primo è incardinato dinanzi ai giudici del Tribunale amministrativo regionale della Campania a cui Morelli si è rivolto nelle scorse settimane chiedendo di annullare le Comunali 2020. Il secondo invece è una causa ordinaria che si sta celebrando al Tribunale di Torre Annunziata: in questa sede Fiorentino ha fatto ricorso impugnando la sua mancata proclamazione ritenendola non fondata. Dopo la pronuncia del Tribunale di Torre Annunziata, che dovrà esprimersi sulla bontà o meno dell’esclusione di Fiorentino dal consiglio comunale di Sorrento, il Tar riprenderà il giudizio amministrativo seppur con ordinanza abbia già espresso un concetto evidente. Ovvero: qualora Fiorentino, in sede ordinaria, si vedesse confermare l’incandidabilità, a quel punto il Tar annullerà tempestivamente le elezioni e costringerà la città di Sorrento a dover nuovamente tornare alle urne passando da un commissario prefettizio.

In tutto ciò, Morelli – affiancato da parenti e amici – prosegue con determinazione nelle sue iniziative. L’ultima è proprio la decisione di sottoporre a Lamorgese e Cartabia la vicenda Sorrento, la posizione di Fiorentino, i comportamenti del Comune di Sorrento e, colpo di scena, anche della Prefettura di Napoli. Sì, perché stando al dossier di Morelli, ora sotto i riflettori dei ministri finiscono particolari “singolari” circa i tempi di trasmissione e comunicazione delle sentenze e degli atti giudiziari di Fiorentino. A iniziare da un dettaglio non da poco: Fiorentino fu condannato nel 2015, non avrebbe potuto più non solo candidarsi, ma restare in consiglio. La sua decadenza fu votata soltanto qualche anno più tardi.

(fonte Metropolis)

 

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