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Sorrento, le parole del Presidente del Consiglio Comunale Luigi Di Prisco in occasione del Primo Maggio

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Sorrento, le parole del Presidente del Consiglio Comunale Luigi Di Prisco in occasione del Primo Maggio.

Riportiamo di seguito le parole del Presidente del Consiglio Comunale di Sorrento, Luigi Di Prisco, in occasione del Primo Maggio:

“Oggi ci troviamo in una location particolare, siamo a casa. Oggi è il primo maggio, festa dei lavoratori, e non soltanto sotto il profilo politico, come Presidente del Consiglio, ma a livello personale e come operatore di patronato e di sindacato, ci tenevo oggi ad avere un piccolo incontro con tutti voi sui social per parlare un pochino dei connotati di questa festa del primo maggio, che a seguito di questa ondata pandemica e dei risvolti economici che ci sono stati ha acquistato un nuovo sapore.

Oggi, più che festeggiare i lavoratori, dobbiamo porre l’accento su chi il lavoro non ce l’ha più. Oggi ho letto che sono stati persi 900mila posti di lavoro. Solo questo dato ci dà una spia su tutti i risvolti economici che si sono creati a causa di questa pandemia. Tenendo conto dei tanti invisibili, a mio avviso i posti saranno ancora di più. E chi conserva il lavoro, lo fa in forte precarietà, perché in cassa integrazione, o ha avuto una riduzione dell’orario di lavoro, o del salario. Ci troviamo in una situazione di totale precarietà nel nostro Paese. Pertanto, questo messaggio di oggi più che altro è un modo, come persona delle istituzioni, di stare vicino ai lavoratori.

Credo che ognuno, per le sue specifiche competenze, in questo particolare frangente storico deve fare la sua parte. Mondo del lavoro, sindacati e mondo delle istituzioni. Istituzioni a tutti i livelli, da quella Comunale, l’embrione dello Stato più vicino ai cittadini, fino ad arrivare al nostro Governo. Dobbiamo tutelare i lavoratori e stargli vicini, dando anche degli esempi personali virtuosi, perché purtroppo spesso, o perché si è improntati in un discorso di ignoranza, o perché si è abituati a concepire l’amministrazione pubblica come un grande mercato dove andare con la lista della spesa a chiedere in modo indiscriminato gli interessi personali, non si fa. È una battaglia che voglio portare avanti: via i mercanti dal tempio. Dobbiamo lavorare tutti nelle nostre specifiche competenze come servitori dello Stato a tutela dei lavoratori in modo concreto e deciso”.

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