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Sorrento, indagini sulla vendita di tonno rosso: sequestro della Guardia Costiera

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Sorrento, indagini sulla vendita di tonno rosso: sequestro della Guardia Costiera. Indagini in penisola sorrentina sulla vendita di tonno rosso. Ieri mattina, al porto di Marina Piccola a Sorrento, gli uomini della guardia costiera sono entrati in azione ed hanno messo a segno un sequestro.

Precisazione doverosa: le quote per la pesca del tonno rosso in Campania sono aperte a partire dal 16 giugno al 14 ottobre (estremi compresi).

Ma nei fatti ci sono diversi operatori che violano le prescrizioni: specie in Campania e pure lungo la costa sorrentina e della zona stabiese, questa pesca inizia molto spesso prima della data prevista, motivo per cui la guardia costiera è deputata per competenza a reprimere questa “malsana” abitudine dei pescherecci e dei loro equipaggi.

L’operazione di sequestro effettuata a Sorrento dell’illecito pescato è stata portata a termine dagli uomini della guardia costiera stabiese dopo aver intercettato lo sbarco del carico, avvenuto in mattinata nel porto, mentre si provvedeva alla sua distribuzione sul territorio.

Sulla vicenda c’è il coordinamento nelle indagini della Procura di Torre Annunziata che da tempo lavora sodo anche su questo settore di pesca illegale in penisola sorrentina con indagini e verifiche delegate proprio agli uomini della guardia costiera.

La Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia guidata dal comandante Achille Selleri intanto, rimane ovviamente ancora nel prosieguo delle indagini sui datterai che hanno devastato i fondali della zona sorrentina e non solo.

Alcune settimane fa venne eseguita una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di pescatori di frodo accusati di aver deturpato parti della costa sorrentina e, in particolare, i Faraglioni di Capri. Una notizia che ha destato scalpore anche all’estero.

Un’indagine che la magistratura porta avanti anche per individuare ulteriori complici del sistema fuorilegge che possono essere legati indubbiamente anche alla filiera ittica.

Si sospetta la complicità di operatori del settore ristoranti.

Fonte Metropolis

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