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Sorrento-Castellammare di Stabia, Mons. Alfano: “Viviamo l’Ascensione all’insegna della speranza”

Riportiamo la bellissima riflessione di Mons. Francesco Alfano, vescovo dell’Arcidiocesi Sorrento – Castellammare di Stabia – in questa domenica in cui si celebra l’Ascensione di Gesù al cielo: «Ci sono degli eventi che sconvolgono la nostra vita più o meno intensamente. Più è forte la novità, la gravità, la sorpresa e più rimaniamo bloccati. Lo stiamo sperimentando in questo lungo e snervante doloroso tempo della pandemia. E’ vero, proviamo ad uscirne, ci sono notizie incoraggianti, eppure avvertiamo la fatica di pensare il futuro, ci sembra addirittura così lontano un futuro nuovo, bello, di ripresa, che prevale tante volte lo scoraggiamento. Se non stiamo attenti addirittura potremmo bloccarci. Quante persone rimangono appunto impedite nelle loro energie più profonde più belle perché l’evento catastrofico che gli è capitato – per un dramma, una tragedia o una condivisione di una situazione dolorosa come quella che stiamo attraversando con l’intera umanità – non permette di pensare al futuro? Ci si sente soli e abbandonati. Attenzione a non farci prendere dallo scoraggiamento. Ma come si fa a superarlo, come si fa pensare al futuro in un modo nuovo? Sono domande che portiamo dentro di noi e che nella fede attendono una risposta dall’incontro col Signore Gesù.

L’Ascensione del Signore è un evento che segna la conclusione definitiva. Gesù è morto, è sì apparso da Risorto ma ora con l’Ascensione non sarà più visibile. Ma allo stesso tempo segna l’inizio di una storia nuova vissuta non solo nel suo ricordo ma insieme a lui. Da quel momento la visibilità umana e terrena di Gesù viene meno e Gesù viene creduto e riconosciuto come il Risorto che addirittura siede alla destra del Padre e dunque partecipa della potestà regale di Dio. E’ lui il Signore, il Creatore, colui che guida la storia. Gesù ora condivide con noi il nostro destino e lo accompagna con la potenza del suo amore che gli è stato consegnato dal Padre in modo pieno e definitivo.

Ma per i discepoli questa glorificazione di Gesù che cosa comporta? Potrebbero farsi prendere dallo scoraggiamento: come facciamo ora che non è più visibilmente con noi? E invece egli aveva parlato loro e le sue parole diventano motivo di ripresa, anzi di apertura di un cammino nuovo. Cosa aveva detto Gesù? Andate in tutto il mondo, proclamate il Vangelo ad ogni creatura, il creato intero, il cosmo deve essere riempito di questo annuncio. Dovete con la vostra vita e la vostra testimonianza far risuonare la bellezza e la gioia di questa buona notizia. Certo il Vangelo potrà essere accolto o rifiutato, ci sarà chi crederà e chi non crederà, chi accetterà questa buona notizia e darà senso nuove pieno alla sua vita, chi invece chiuderà il cuore e si priverà di questa gioia, in qualche modo condannerà se stesso ad una ricerca infinita senza mai trovare la meta. Ma la fede è accompagnata da segni e la parola di Gesù incoraggia i discepoli a leggere i segni. Segni importanti perché saranno quelli con i quali si sconfiggeranno i demoni, il male sarà definitivamente sconfitto. Nel frattempo durante il nostro cammino di vita la lotta consentirà di riportare tante vittorie. Segni nella lingua – lingue nuove parleranno – nel lodare Dio e nel comunicare con i fratelli perché si realizzi il suo disegno della fraternità umana di tutti i popoli. Il superamento di ostacoli anche i più gravi con la forza di Dio: prenderanno in mano serpenti, i veleni non recheranno loro danni. Ma soprattutto l’amore per i malati, come ha fatto Gesù: imporranno le mani ai malati e questi guariranno. La partecipazione della sofferenza umana di ogni tipo e il sostegno, l’aiuto, la forza per una guarigione fisica e spirituale.

Dunque una vita nuova, i discepoli dicono no allo scoraggiamento perché sono radicati nella parola di Gesù. Ed ora che lui è stato elevato al cielo ed è entrato nella gloria di Dio non lo vedono più di camminare, non lo sentono più parlare accanto a loro, cosa fanno? Allora essi partirono, obbediscono, eseguono il suo comando e predicarono dappertutto. Comincia il cammino della Chiesa. Ecco la possibilità di una storia nuova a partire dalla fede in Gesù e dalla forza luminosa della sua parola. Difficoltà non ne hanno trovate? Tante, tantissime, come testimoniano gli Atti degli Apostoli, il Nuovo Testamento e tutta la storia della Chiesa. Anche per noi è così, ma c’è un segreto che non deve mai venir meno, che fa passare dallo scoraggiamento alla speranza forte: il Signore agiva insieme con loro. Non è un auspicio, non è un desiderio, è la certezza, è l’esperienza che fanno. Gesù Risorto non è andato via, entrato nella gloria del Padre partecipa più di prima alla nostra storia. E’ lui la nostra forza non solo con la parola, ma con la presenza fortissima del vincitore, del Signore del cielo e della terra, che egli ci accompagna. E la parola è confermata da tanti segni. Non sempre prodigi straordinari, miracoli sensazionali, ma segni di conversione, segni di adesione a lui, segni di accoglienza e di generosa dedizione ai fratelli, segni del Regno che viene.

Allora viviamo così la festa dell’Ascensione in questa domenica che ci annuncia la conclusione del tempo di Pasqua. Viviamola all’insegna della speranza riconoscendo nella nostra vita i segni del Risorto e condividendoli con tutti, in un tempo difficile come il nostro possiamo passare dallo scoraggiamento alla speranza e contribuire a scrivere con i nostri fratelli e sorelle pagine nuove per la storia dell’umanità».

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