Quantcast

Sorrento-Castellammare di Stabia, Mons. Alfano: “La Pentecoste ci ridona la speranza in questo momento difficile”

Riportiamo la bellissima riflessione sulla Pentecoste di Mons. Francesco Alfano, vescovo dell’Arcidiocesi Sorrento-Castellammare di Stabia: «La Pentecoste è il momento culminante della Pasqua, il suo compimento, il cinquantesimo giorno della festa. C’è un legame molto stretto tra la Pasqua e la Pentecoste. Era una festa già ebraica e ricordava il dono della legge fatto da Dio a Mosè sul monte per il cammino di liberazione del popolo. Ancora di più per noi cristiani che nella Pasqua festeggiamo il capolavoro di Dio in Gesù, la sua risurrezione. Abbiamo bisogno di arrivare alla Pentecoste per ricevere noi il dono che Dio ha fatto al suo Figlio, la vita nuova di Risorto per mezzo del suo Spirito viene offerta anche a noi. Senza la Pentecoste noi rimarremmo incantati dinanzi a Gesù, estasiati per quello che Dio ha fatto in lui, ma privati di questa novità di vita. E’ un dono prezioso per noi, ancora di più in questo tempo difficile, ritroviamo la speranza non solo contemplando in Gesù le meraviglie di Dio ma vedendo in noi provati dal male, impauriti da tante situazioni negative, bloccati da questa pandemia che ci porta a chiuderci in noi stessi se non vediamo il futuro in modo nuovo.

La Pentecoste ci assicura che Dio ha operato prodigi non solo nel suo Figlio ma anche in noi, ci ha mandato per mezzo di Gesù il suo Spirito. Nel discorso di addio dell’ultima cena Gesù, parlando dello Spirito, dice: “Lo Spirito darà testimonianza di me”. Quindi lo Spirito come testimone, lo Spirito che dunque parlerà a nome di Gesù, che ci permetterà di entrare maggiormente in relazione con lui, di conoscerlo. Grazie allo Spirito i discepoli restano initi a Gesù, entrano più profondamente in relazione vitale con lui, vivono la comunione. Gesù lo chiama lo Spirito di verità, proprio perché è legato a lui che è la verità; e lo chiama ancora il Paraclito, il dono che egli manderà dal Padre come un avvocato, come un consolatore, come uno che viene e sta accanto, ci è vicino. Dunque lo Spirito è con noi, ci accompagna, ci consente di non vivere mai la solitudine, di superare i momenti bui e oscuri perché ci riporta Cristo, ci permette di superare questo divario, questo fossato tra noi e Gesù e di vivere intensamente questa relazione come se fossimo presenti durante la sua vita terrena. Lo Spirito è testimone perciò anche i discepoli potranno essere testimoni di Gesù. Intanto noi siamo testimoni del Signore e del suo Vangelo perché c’è lo Spirito in noi, lo Spirito della verità.

E poi la seconda affermazione importante come la prima, lo Spirito vi guiderà a tutta la verità. Lo Spirito ci accompagna nel cammino non solo perché ci unisce a Cristo ma perché ci permette passo dopo passo, in tutte le situazioni che viviamo, di scrutare i segni, di leggere il disegno di Dio, di comprendere e vivere più profondamente il suo progetto. Gesù lo dice: “Voi non siete capaci ora di portare il peso di tutto ciò che io ho da dirvi”. Ha rivelato il volto di Dio, ci ha consegnato la sua parola, ma ci saranno per i discepoli come per noi situazioni nuove, impreviste, dove lo smarrimento potrebbe prenderci. Ed ecco lo Spirito che fa da guida, che ci illumina. E’ spirito della verità che non parla da sé, che attinge tutto ciò che ha udito, rimanda dunque alla rivelazione compiuta in Cristo, ma che annuncia le cose future, che permette dinanzi alle situazioni nuove di trovare risposte nuove non perché altre siano contrarie rispetto a quello che abbiamo ricevuto da Cristo ma perché consentono un approfondimento ed una dimensione veramente innovativa che va più in profondità perché si apre maggiormente al disegno di Dio.

Non siamo mai soli, è lo Spirito che ci guida, che ci accompagna, che ci consente di interpretare la realtà e di dare risposte nuove alle esigenze nuove. E così il Vangelo di Cristo si completa, si arricchisce, si espande, entra nella nostra vita e trasforma la realtà mettendoci sempre più in comunione col Padre. Insomma, senza lo Spirito noi non siamo discepoli, senza lo Spirito non testimoniamo il Vangelo e senza lo Spirito non penetriamo nel mistero di Gesù, non annunciamo una verità che salva ma solo una dottrina che ci è stata consegnata. Lo Spirito è vita, lo Spirito – dice Gesù – attinge a tutto ciò che riceve dal Padre per mezzo suo, lo prende e lo annuncia e ci consente di vivere di questa novità di Dio che è sempre avanti a noi perché in ogni circostanza ci spinge a guardare a lui ed a servire i fratelli.

Viviamo allora la Pentecoste così, come una forte iniezione di speranza, come una disponibilità oggi, in questo contesto, a rimetterci in cammino. Un po’ faticoso, ci sono tante situazioni da affrontare, tante sfide da mettere sul piano della responsabilità collettiva e potremmo lasciarci prendere dallo scoraggiamento o dall’individualismo. No, lo Spirito ci apre a questa dimensione di grande fiducia nella guida del Signore e nella vita dei fratelli che insieme rispondono al suo amore, aiutandoci a vicenda. Insomma, rinasce la speranza. Sì, la Pentecoste è l’esperienza della chiesa comunità dei credenti che, unita nella stessa fede, si apre alle esigenze del mondo per annunciare il Vangelo, per diffondere la buona notizia dell’amore di Dio e per testimoniare nei fatti la sua presenza. Non ci riusciremo mai da soli, oggi più che mai avvertiamo il bisogno di questo dono dall’alto. Per cui anche noi invochiamo lo Spirito della verità, lo Spirito della consolazione, lo Spirito della testimonianza, perché possiamo come chiesa di Cristo essere un segno piccolo ma concreto della sua fedeltà che mai viene meno e del nostro impegno che deve crescere ogni giorno di più».

Commenti

Translate »