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Sorrento: Antonino “Toni Wolfe”, l’ebanista che non compra il legno

Sembra quasi una barzelletta ma conosco un ebanista che non compra legno ed affini, ovvero le materie prime da lavorare.

Antonino Esposito, classe ’57 da Sorrento, da tutti conosciuto come “Toni Wolfe” mi mostra con estrema simpatia e cordialità la sua casa-laboratorio, molto fascinosa ed ammaliante e soprattutto ricca di straordinarie e singolari creazioni in legno, compensati, balse, o meglio, pardon in avanzi di legno e affini.

Wolfe mi dice che raccoglie nelle botteghe e laboratori dei suoi amici intarsiatori, falegnami e carpentieri tutti gli avanzi e gli scarti di legno e con fantasiosa creatività li trasforma in piccoli capolavori di artigianato artistico. Mi sorprende l’ingegno a metà tra la geometria e l’estro che profonde nel creare questi piccoli e grandi lavori. Mi confessa che ogni piccolo avanzo di legno contiene in esso qualcosa da riprodurre che con spontanea facilità riesce a realizzare.

Toni è nipote d’arte, infatti da bambino, rimaneva ammaliato nella bottega di suo nonno Maestro Eugenio Esposito, uno dei più conosciuti tornieri di Sorrento.

Il torniere è l’artigiano che lavora il legno al tornio e nella Sorrento di quel tempo erano soprattutto di supporto ai tanti intarsiatori che si fornivano o commissionavano sezioni cilindriche lignee da assemblare a sostegno di oggetti intarsiati.

Nonno Eugenio con la sporadica collaborazione del figlio Raffaele produceva anche altri oggetti in legno quali nacchere, castagnelle, bomboniere in legno, scatole tornite, trenini, macchinette e camioncini in legno. Questi souvenir e giocattoli lignei segnarono la memoria del piccolo Antonino che decise così da adolescente di iscriversi all’Istituto d’ Arte “Grandi” di Sorrento per affinare le sue potenziali doti future.

Così appena diplomatosi, Wolfe aprì un piccolo laboratorio-bottega nel centro storico di Sorrento che chiamò “Mister Fantasy” dove sviluppava grafica e disegni per gli intarsiatori locali; iniziò anche a dipingere su legno ed era ausiliato da Anna, la fidanzata dell’epoca, che invece dipingeva su tessuti. Più tardi Maestro Esposito si trasformò in grafico pubblicitario ed ebanista e si specializzò da autodidatta nel riutilizzo e trasformazione degli scarti del legno dei tanti intarsiatori sorrentini. Iniziò soprattutto nella produzione dei sassi in legno, prendendo spunto dalla levigazione naturale dell’erosione marina sui sassi di spiaggia trasformando pezzi di legno in sassi marini rigati. Il mare è l’elemento preferito da Wolfe e quindi produce pesci, stelle marine, acquari, tartarughe, meduse e cavallucci marini. Egli non fa distinzione tra i tipi di legno, infatti dipende dagli scarti che riesce a recuperare; quelli nostrani come l’olivo, il castagno, limone, arancio, ciliegio, noce e nespolo e quelli allogeni come mogano, tanganica, legno di rosa, padouk e palissandro.

Utilizzatissimi anche i legni colorati avanzati dai processi di traforazione e falegnameria. Quasi sorridendo riflette sull’origine della parola ebanista e rimarca che proprio l’ebano è il legno più raro a trovarsi sia per la sua rarità che per il suo elevatissimo prezzo e paradossalmente è quindi il legno che più raramente ha lavorato.

Mi mostra con passione e competenza una sua bella composizione chiamata “Canzoni” dedicata a Lucio Dalla, dove compaiono elementi relativi ai successi del cantautore bolognese quali “Se fossi un angelo”, “La settima luna”, “Le Rondini”, “A Caruso”.

Mi indica altre composizioni lignee quali “Help”, il grido di aiuto del mare (con i pesci su di un albero sotto una rete); un fantasioso “Acquario” che ha presentato alla Mostra “Manifactum”. Toni ha partecipato a molte esposizioni locali come per esempio “Presepi in Carrozza” in varie stazioni della Circumvesuviana e per 11 anni di seguito (2008-2019) alla Mostra “Diversabilarte” a Sorrento, oltre a sei partecipazioni alla manifestazione “Geografia Nascosta” di Meta ed all’interno della Chiesa della Pietà a Sorrento.

Maestro Esposito si è fatto conoscere anche fuori dalla Campania ed è stato invitato ad esporre nella Mostra di arte presepiale di Città di Castello (PG) con una bellissima natività tridimensionale in ebanisteria.

Su commissione della Prof. Mariella Nica ha preparato un premio speciale per il giornalista e critico musicale Renato Marengo, colui che inventò la parola “canzone d’autore”; sempre sue creazioni i premi per Roberta Colella del gruppo musicale “La Maschera” e le famose Sirene per il premio “Syart” per giovani artisti organizzato da Leone Cappiello. Belli e degni di menzione anche un crocifisso che ha regalato ad un sacerdote locale e dei giocattoli lignei che produce in periodo natalizio.

Ma… la vera specialità degli ultimi anni di Maestro Wolfe sono i grattacieli in scala 1: 700 e su tutti spiccano il modellino dell’Empire state building e del Chrysler Palace, mentre altri sono di pura fantasia ed ingegno. Tra le opere più bizzarre un mappamondo e tra le opere più strane nel 2014 un auto-regalo, ovvero una torta in legno per il suo 57° compleanno per lui nato nel 1957 ed una forbice in legno da regalare per l’inaugurazione di un atelier di sartoria. Certo non manca la fantasia all’ebanista che non compra legno.

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